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Marco
POZZI: Omaggio a Fabrizio DE ANDRE'
Negli
anni 80' la stampa specializzata lo definiva come l'erede di Fabrizio
DE ANDRE'.
Lui
con due 45 giri e
un L.P. in attivo, ha percorso per tré anni tutta l'Italia,
proponendo i suoi brani che
sempre si sono ispirati al quotidiano, alle persone che
versano in miseria, a coloro che si trovano in
situazioni di disagio sociale.
Con la sua musica e, soprattutto per i suoi testi, ha vinto
molte manifestazioni canore con diversi
passaggi televisivi. Da RAI 1 a Canale 5 a Telemontecarlo,
premiato a Pescara, al Rino Gaetano,
come migliore compositore di testi affrontando i problemi
dell'attuale società. Vincitore anche di
due edizioni del Girofestival, , l'Ombrellone d'Oro solo
per citare le maggiori manifestazioni a
carattere Nazionale. E sempre affermandosi artisticamente
sia come paroliere sia come compositore
di musica. Compone
oltre 90 canzoni. Tutte all'insegna delle sue esperienze personali
(il vivere in fabbrica, le
persone emarginate dalla società, gli amici e gli amori).
Una voglia di rappresentare agli altri il
proprio stato emotivo e la denuncia per le cose che a suo
avviso non funzionano e ritiene ingiuste.
(il disperdersi dei valori, la violenza, la disparità tra
chi beneficia della ricchezza e di chi invece
deve sempre piegare la testa per un misero salario).
Nei concerti i teatri e le piazze raccolgono molte persone.
Nei Tour si aggiudica il consenso della
critica della stampa conseguendo molti premi.
Dopo 20 anni toma ad impugnare la chitarra. Contatta i suoi
"vecchi" amici componenti del gruppo
e decide di tornare sulla scena. Si organizza un primo
spettacolo, a Cengio, a favore dei lavoratori in
Cassa Integrazione dell'ACNA, il ricavato sarà devoluto in
beneficenza. La sala è piena e la
motivazione si rafforza.
Da quel momento Pozzi e il gruppo intraprendono una serie
di serate musicali sempre a favore delle
Associazioni che operano nel sociale.
Poi una ulteriore svolta, per così dire un ritorno al
passato. Si presenta ai concerti solo
accompagnato da due chitarre proponendo i brani di De Andrè
degli inizi della sua attività.
La critica ancora una volta è positiva e nel 2002 effettua
12 concerti nelle Regioni Liguria, Emilia,
Lombardia, Piemonte ottenendo successo, ma soprattutto
sapendo che le offerte vanno a finire alle
Associazioni che operano nel sociale maggiormente
bisognose.
Il
tour 2003 ha avuto una sua
logica costante ovvero: LA SOLIDARIETÀ.
IL
ROMANZO: La vera storia di Mary

La
vera storia di Mary è costata a Marco Pozzi ben due anni di lavoro.
I
giornali hanno definito questo libro “un romanzo, una avventura ma
soprattutto una grande capacità di concepire, seppur con la
fantasia ma di estrema attualità, le cose che al giorno di oggi
avvengono. Odio, amore, situazioni che portano nell’ intimo della
persona e del suo essere. Un libro che non stanca di essere letto,
perché ad ogni capitolo c’è sempre una genuinità dello
scrittore e una realtà dove tutti noi ci possiamo ritrovare” Da
LA STAMPA Novembre 2001. L. Barlocco.
E
altri quotidiani che si sono spinti oltre “Marco Pozzi oltre ad
essere cantautore e rappresentante del Circolo L’Indiano,
Associazione culturale e Musicale in omaggio a Fabrizio De Andrè si
cimenta per la prima volta in qualità di scrittore. La Vera
storia di Mary è l’ultima delle sue fatiche. Infatti non possiamo
scordare che Pozzi è impegnato nel sociale a scopo benefico con i
suoi concerti, le sue iniziative sempre volte al sociale. Un grande
contributo nei confronti di coloro che hanno più bisogno. Insomma
un personaggio che continua a fare del suo modo di vita una
trasposizione con allegria e voglia di fare nei confronti degli
altri ma addentrandosi nelle problematiche del sociale e di coloro
che soffrono. Da parte nostra un vero augurio” da Il Corriere
della Valle Bormida.
LA
SINTESI
Chi
può parlare male o biasimare Jon ARDER, uno dei migliori poliziotti
di New York. Forse nessuno, forse in tanti. Da una parte c’è
l’uomo onesto, responsabile del suo lavoro, sempre attento a
quello che avviene per le strade, ma non solo è stato quello che ha
in parte distrutto la cosca dell’eroina che veniva
importata e smerciata nella sua città. Dall’altra parte un
personaggio estremamente sfortunato. La moglie si uccide in modo
inspiegabile. Per due anni lui vive in una condizione dove
danneggia lui stesso e il suo cervello. Ma poi la forza e la volontà
ha il sopravvento. Tornerà protagonista nel suo distretto e inizierà
ad indagare sulle cause della morte della moglie. Tutti sapevano al
di fuori di lui. Ma lui stesso, alla fine riuscirà a scoprire la
verità.
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