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Antonietta Cavallero vive e lavora a Savona.
Passa dalla narrativa (ha pubblicato una raccolta di racconti "La Realtà nella stanza dei Sogni" e un romanzo "A piedi scalzi") a impegnativi lavori di pittura su legno.
La sua ricerca continua e ostinata percorre un iter idealmente tracciato nel quale il mutare di linguaggio, dal retorico al geometrico, si avvia verso l'essenzialità del segno.
Selezione eventi 2000-2011
2000 - personale - Sala Consiliare Comune Vado Ligure
2003 - personale - Sala Mostre Palazzo della Provincia - Savona
2004 - personale - Sala Consiliare Comune Celle Ligure
2005 - personale - Villa Groppallo - Vado Ligure
personale - Vetrina d'Artista - Cassa Risparmio Savona
Murale - Comune di Arnasco
2006 - personale - Colletta di Castelbianco
2007 - collettiva - "S' ì fossi foco"- Facoltà di Architettura Cisternone - Genova
2008 - personale - Circolo degli Artisti Pozzo Garitta, 32 - Albissola Marina
2009 - collettiva -"Le correnti dell'anima" - Sala Mostre Palazzo della Provincia
collettiva-"Ancora sulle trame di Penelope"-Sala Mostre Palazzo Provincia
XXIV Rassegna Arte Contemporanea - Palazzo Pietracaprina - Borghetto
2010 - personale - "Geometrie informali" - H. Riviera Suisse - Savona
personale - "Geometrie in fuga" - Pozzo Garitta, 11 -Albissola M.
XXV Rassegna Arte Contemporanea - Palazzo Pietracaprina - Borghetto
2010
- Palazzo del Commissario Fortezza Priamar Savona collettiva in occasione del congresso della chirurgia della mano.
2011 - Esposizione presso la Galleria Wichiarte via S. Felice, 18 Bologna
2011
- Mostra di Bagni di Lucca e la presenza di un'opera anche nell'itinerario artistico di Vico.
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…ed ecco la fatica, il lavoro mentale dell'artista teso a ricostruire piani di triangoli-losanghe appena soffusi di colore che non confonda, ma integri il concetto che si sta chiarendo, segnati gravemente da solchi-arature che, più che spaccare, intervallano, negano una troppo facile ricerca di unità del piano e costringono il fruitore dell'opera a riprogrammare il suo modello di comprensione.
E di questo lavoro mentale, grazia conquistata e donata da Antonietta attraverso un personalissimo uso della categoria dell'"astratto" di cui saprei indicare ben pochi precedenti, tanto è assoluta, dicono le sue ultime opere, belle da rivedere ogni volta, da ripristinare, ricollocare, ricomprendere nel tempo-spazio della nostra esperienza che diviene e s'intona con l'offerta e l'offrirsi molteplice dell'opera d'arte riuscita.
Prof. Sergio Giuliani
…esplora altre soluzioni, con un giuoco di pieni e di vuoti, di trasparenze traslucide dove la geometria divide, scompone, triangola le campiture di colore e taglia, a volte, incrociando le diagonali, il limite "fisico" dell'opera. Anche la tavolozza è più evidente con colori rubati al mare ed al cielo, oppure alla terra, in una sorta di alchemica composizione dove, spesso, manca la figura umana ma entrano, invece, raffigurazioni siderali, forse anche estranee. Fa trasecolare questa modificazione, variazione di stile e di iconografia che ha in fieri, probabilmente, altre sorprese, nuove aperture verso mondi ancora da esplorare da parte della Cavallero che, comunque stupisce per la ricchezza della sua tavolozza e per la intraprendenza con la quale ha cambiato "linguaggio". Una diversificazione che, forse, è una metamorfosi anche della donna Antonietta che nella sua presenza di persona timida, delicata nasconde, invece, una determinazione forte ed una capacità di mettersi in gioco ragguardevole. Le ultime opere hanno in sé il seme per ulteriori variazioni, trattazioni diffuse che col tempo potremo scoprire.
Dott. Silvia Bottaro
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