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Intervista
al pittore alassino:
dagli
affetti familiari, ai ricordi del rapimento e dell'amicizia con
Hemingway
Mario
Berrino, 80 anni per il re del Muretto
"Ogni
mattina mi alzo e dipingo con la stessa emozione di sempre"
Tela,
pennello e colori ed "impagabili" affetti familiari
fanno di lui una persona estremamente vitale, creativa e generosa.
Domani Mario Berrino compirà 80 anni. Il pittore e patron
alassino, inventore del "Muretto" simbolo
cittadino, dimenticati i brutti ricordi legati al suo rapimento
(durato 3 giorni e mezzo) nel luglio del 1974, dichiara di avere
"sempre più voglia di lavorare". Lavorare forse non è
la parola giusta per uno come lui che ha scelto la pittura come
"medicina e bastone per la vecchiaia" e che ogni mattina
si alza presto (nonostante il bonario rimprovero della moglie
Rosalba) per inseguire una nuova emozione osservando il mare, il
cielo e la natura che lo circonda dal "Molino Ibiza", la
sua dimora-atelier in collina. Migliaia di emozioni sono già
finite sulle sue tele che hanno fatto il giro del mondo (Silvio
Berlusconi recentemente ha acquistato 11 suoi quadri di 1x2 metri
da un amico a Portofino e nella galleria Berrino di Montecarlo).
Il
glorioso Caffè Roma (con il Roof Garden ed il night club), il
longevo concorso "Miss Muretto", l'amicizia con lo
scrittore Ernest Hemingway e una lunga serie di conoscenze
internazionali fanno di Mario Berrino, che ha 3 figlie (Luisella,
da 30 anni voce di Radio Monte Carlo, Angela, che cura la galleria
alassina e Marina che abita a Milano), un'istituzione al pari
delle sue creazioni. Berrino dipinge (sulle note di Mozart,
Beethoven e Chopin) per grande passione ma anche per beneficenza.
Ha realizzato infatti 387 ritratti di Padre Pio (a tempera,
acquerello e matita) venduti per l'acquisto di speciali letti
elettrici per alleviare le sofferenze dei malati di leucemia
dell'ospedale San Martino di Genova.
LA
STAMPA - Giovedì 21 Settembre 2000
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