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Bruno
Bruno è nato a Napoli, dove vive e lavora nel suo studio alle
Rampe Brancaccio n° 49.
Ha
studiato all'Accademia Pietro Vannucci di Perugia, dove ha
frenquentato i corsi di pittura e restauro, e dove inizia a
formare la propria identità artistica.
Approfondisce poi, la tecnica pittorica ed i contenuti delle opere
del fiammingo Bosch, poi quelle dei maestri del surrealismo Dalì,
Ernst, Magritte, Tanguy,
Successivamente è con occhi nuovi e con nuova sensibilità che
rivede e rivive l'arte dei maestri del passato. In uno spazio
surreale, nella paradossale immobilità di un tempo che passa
inesorabile dimensioni sconosciute riaffiorano sulla nuda tela
come retaggio metafisico dechirichiano, in cui vuote e improbabili
architetture ed esasperate prospettive, simboleggiano un profondo
senso di solitudine e di alienazione dell'essere umano.
Ripercorre, attraverso sapienti giochi di linee e colori, le forme
astratte delle arti non figurative del secolo scorso,
riproponendole in una visione del tutto personale: in un universo
ricco di contenuti onirici, di atmosfere rarefatte ed irreali, in
cui ogni cosa evoca ricordi lontani, sogni dimenticati, ma
inconsapevolmente riposti in angusti meandri della memoria.
Ha partecipato a molte e prestigiose mostre e manifestazioni sia
nazionali che internazionali.
EVENTI RECENTI:
Mostre
personali
· 2004 Capri, Palazzo dei Congressi
· 2004 Amalfi, Antichi Arsenali di Amalfi
· 2005 Roma, Teatro Flaiano - "Arte a teatro"
· 2006 Firenze, "Ai confini della realta" Ass.
Culturale Le Banque
· 2006 Prato, "Impercettibili confini " Ass. Culturale
Elexpo
· 2007 Napoli, "Orizzonti surreali "Il ramo d´oro
· 2007 Napoli, "Oltre il reale "IM Progetti
· 2007 Napoli, "Percezioni" (Arte in succursale) Banca
Sella
· 2008 Treviso," Il tuo nome nella notte" (omaggio a G.
Lorca), Trevisi Accademie
Mostre collettive
· 2004 Casertarte, Centro S. Agostino. Caserta
· 2005 Paestum Art Gallery, Paestum
· 2005 Lecce, Metropolitan Internationa art
· 2006 Viterbo, Il Rassegna d´arte contemporanea
· 2006 Lentiai (Belluno) Esposizione del tagliere artistico
· 2006 Monte/Carlo, Vitrin Art, Palais de la Scala
· 2007 Napoli, Spatium Vulcani, L´Atelier
· 2007 Cannes ExpoArt Exposition d´artcontemporain
· 2007 Nizza Biennale Ermitage du riou
· 2008 Napoli, "Lo cunto de lo mare"Stazione marittima
· 2008 Abano Terme (PD), Archivio vinile Galleria Kursal
· 2008 Lleida (Spagna) - II Fiera Internazionale d'arte in
Catalogna
· 2008 Motonave MSC Poesia, Mostra itinerante del vinile d´arte
· 2008 Ercolano (NA) "Arte e gusto" Miglio d´oro
Parkhotel
· 2008 Aix en Provence (france) 3° Salon int. d'art "
artistes contemporains 2008
· 2008 Ginevra " Palexpo Suisse 3° salon Mèditerranéen
d'art contemporain
· 2009 Roma, "Percorsi d'arte" , galleria "Il
Trittico"
· 2009 Malaga (Spagna) " Project DIN A4 "
· 2009 Napoli, " l'angelo necessario " ass. culturale
Koesis
· 2009 Roma, " Asian overwien Roma 2009 " Villa De
Santis
PARTECIPAZIONI A PREMI
1° Edizione Concorso Arte 2004. Paestum
1° Edizione Premio Celeste . S.Gimignano (Pisa)
Rassegne stampa e
recensioni
Arte Mondadori (Aprile 2004)
" La Città" Salerno
Il Grifone del Piacentino
"Il Mattino on line "
Il Mattino. Ed. di Caserta
Il Giornale
Caserta sette
Corriere di Caserta
Gazzetta di Caserta
Notiziario Ansa del 9.12.04
Per chi non fosse riuscito a collegarsi a youtube invio
il video della intervista fattami da Canale 21 il 7/12/10.
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&v=KYcU51A80EI
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In
uno spazio surreale, nella paradossale immobilità di un tempo che
scorre inesorabile, Bruno rivede e rivive, con occhi nuovi e con
nuova sensibilità, l’arte dei maestri del passato. Dimensioni
sconosciute riaffiorano sulla nuda tela come retaggio metafisico
dechirichiano, in cui vuote e improbabili architetture ed
esasperate prospettive, simboleggiano un profondo senso di
solitudine e di alienazione dell’essere umano. Sparute figure di
omini –quasi accennate pur nella loro completezza – ingaggiano
una utopisticamente lotta contro il tempo.
L’Artista ripercorre, attraverso sapienti giochi di linee e
colori, le forme astratte delle arti non figurative del secolo
scorso, riproponendole in una visione del tutto personale; in una
ricerca interiore dell’autore in cui spesso l’elemento sacro
è fulcro e motore dell’intera opera.
Accade allora che oggetti e personaggi, che nelle opere di De
Chirico non sembrano trovare nessuna collocazione spiegabile, qui
diventano simboli altamente “leggibili”. Non più uomini o
manichini in primo piano; cambia il contesto e con esso il
messaggio. Le opere di Bruno, nella loro singolarità,
rappresentano un passaggio tra l’antico e il nuovo; un ponte
virtuale che abbraccia l’essere umano dalla creazione
dell’Universo al sofisticato mondo moderno
La “qualità” pittorica di Bruno arriva, quindi, da lontano;
essa perviene dalla conoscenza e dalla capacità di assimilare e
riproporre in chiave moderna la grande cultura artistica dei
maestri del passato
La sua genialità consiste appunto nel non dimenticare la storia,
ma raccontarla assecondando una modernità che ci appartiene.
Nella geniale interpretazione pittorica del maestro napoletano non
mancano, inoltre, chiari riferimenti alle opere fiamminghe. Di
Hieronymus Bosch egli coglie infatti il sentimento del
“conflitto cosmico” e le sue figure esili, svuotate di ogni
peso e forma, sono astratte dal contesto caotico e fantastico, pur
conservando quella chiave di lettura simbolico-psicologica.
Eliana Del Prete
Surrealismo
pieno si incontra nelle opere di Bruno, come i grandi artisti del
primo novecento interpreta e riporta su materiali come tele e
tavole il proprio inconscio, dipingendo momenti e situazioni nonché
paure ma anche piaceri di noi comuni mortali.
Non a caso troviamo in queste opere pittoriche simboli metaforici
raffiguranti stati emozionali dell'essere umano, come ad esempio
le ragnatele, che maestose e predominanti nella loro estrema
perfezione, simboleggiano concentrazioni di energie psichiche
assumendo posizioni impedenti ogni possibilità di uscita.
Come Dalì, anche nelle sue opere, non mancano oggetti con il
chiaro riferimento sessuale, le candele e le gocce di cera come
anche le chiavi e le porte, sono chiare vie di accesso:
"contenuti con i rispettivi contenitori". In sostanza
tra i messaggi celati e quelli espliciti, riscontriamo un forte
magnetismo erotico che idealmente simboleggia l'unione affettiva
oltrechè sessuale.
Infine un ulteriore riflessione possiamo farla sulla
rappresentazione di alcuni fari, raffigurati sempre in primo piano
e intesi come capisaldi, inizialmente sono avvolti dalla propria
flebile luce […], successivamente sono raffigurati in una
situazione di stasi o forse di pace e serenità, ed in seguito,
come a voler duplicare gli alti e bassi che la vita ci offre, ci
troviamo davanti a fari nel pieno possesso della loro funzione che
sprigionando una luce abbagliante illuminando i volatili bianchi
che li circondano. E' con questa successiva sequenza che il Bruno
ha voluto dare valore ad ogni singolo momento della nostra vita.
Potremmo descrivere ogni minimo particolare di questa sua arte,
per ore ed ore, sapendo di cadere inevitabilmente nella filosofia
che cammina sul quel terreno incerto e scivoloso dei nostri
preesistenti concetti, derivati della nostra lingua, figli delle
nostre esperienze, a cui cerchiamo di dare filosoficamente
risposta.
Eleonora d'Andrea
DIETRO
IL VISIBILE
Inforcare i misteriosi occhiali del surrealista significa passare
dalla realtà all'irrealtà o al sogno e persino
all'allucinazione. Significa, in buona sostanza, fare una
visionaria esperienza rivelatrice di realtà imprevedibili,
nascoste entro le cose che ci circondano.
Magritte sosteneva che "dietro il visibile" c'è
l'invisibile; Merleau-Ponty andava oltre nel ritenere che "il
visibile è una piega dell'invisibile".
Secondo questa stessa ottica si svolge la linea di ricerca di
Bruno Bruno e di Salvatore Starace con opere i cui significati non
sono concorrenti tematici, sembrano invece divergere,
paradossalmente, per affinità, direi per la piena consapevolezza,
ormai lungamente provata dagli artisti, di tali acquisizioni di
principio.
Insomma la matrice è comune, le declinazioni sono diverse nel
sottile gioco delle fantomatiche rappresentazioni di questo
straordinario "duetto visionario".
Bruno e Starace non guardano le cose, ma incontrano lo sguardo
delle cose.
La coscienza della realtà si manifesta ai loro occhi con tutta la
sua contraddittoria e, troppo spesso,
angosciante virtualità.
Ciò è quello che provoca un nuovo orizzonte di senso nelle loro
opere. Un senso illogico, sospeso e incantato, reso dalle varie e
irreversibili combinazioni e permutazioni di cose,
dall'imponderabile genesi del costituire e del formare i dipinti.
Ecco le insensate alterazioni di scala, gli accostamenti spaesanti,
il vertiginoso e icastico realismo, la irrazionale gerarchia degli
elementi. Questi sono la sostanza della ricerca sempre contaminata
dai fattori dell'inconscio.
Tutto ciò costituisce un'accumulazione nella nostra memoria di
astanti che crediamo nella possibilità di ritenere e di
ristrutturare tali materiali.
Con addensamenti e rarefazioni delle nostre tracce mnestiche ci
allontaniamo dal repertorio onirico, avvertendo che si è
ulteriormente alimentato quel senso ambivalente, che sempre si
insinua in chi sensibilmente osserva, di inquietudine
permanentemente presente nella vita.
Franco
Lista
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