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Bruno
Golin nasce a Desio (MI) il 16 luglio 1941, artista autodidatta,
coltiva la passione per l'arte fin da giovanissimo.
Alla fine degli anni '50 inizia a dipingere con colori ad olio studiando
il cubismo e il futurismo, traendo ispirazione dalle opere degli
esponenti più qualificati di quelle correnti.
Le visite, avvenute nei primi anni '60, a famose città d'arte come
Roma, Firenze e Grosseto influenzano ed ampliano notevolmente la sua
formazione artistica. Inizia così per Bruno Golin una lenta, ma sicura
ricerca pittorica, della composizione, della luce e della pennellata,
ricerca che è il fondamento delle sue prime tematiche preferite:
paesaggi, fiori, nudi, pagliacci e soggetti sacri. La sua fonte
d'ispirazione era, e rimane tutt'ora, una realtà selezionata e
rielaborata in maniera personalissima ed autonoma.
Profondo è il rispetto che Bruno Golin ha per la natura e l'ecosistema:
Tutto ciò che è scartato e abbandonato dagli altri, diventa per lui
motivo di ricerca artistica sensibile ad una visione moderna, che da
grande risalto alle esigenze ambientali. Con lui i materiali di scarto e
di recupero quali i sacchi, la stoffa "terlis" (a traliccio),
la plastica paiet e gli ossidi assumono dignità e nuova dimensione
pittorica, la quale ha come riferimento grandi artisti del '900 come
Burri e Rothko.
Ma la sua voglia di "fare" Arte lo spinge ad esplorare nuove
strade: la tecnica del Raku è la sua ultima scoperta in senso
artistico, anche qui ciotole, lastre e suture prendono vita colorandosi
con gli smalti che l'artista sapientemente dispone:
Il significato di "Raku" è gioire e vivere in armonia con le
cose, la natura e gli uomini, questo è anche il messaggio che l'artista
vuole restituirci con il suo operato.
Da qualche anno si dedica con passione anche alla scultura del legno
frequentando lo studio dello scultore F. Fossa: I consigli tecnici,
anatomici ed espressivi del Maestro arricchiscono ancora di più il suo
bagaglio artistico.
Vecchi legni di recupero ed assi tarlate diventano nelle sue mani opere,
nelle quali chiodi vecchi, fili di ferro e rame, sacchi di juta e
plastica sono il completamento ideale per la finalità artistica.
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"L'arte
permette all'uomo di esprimere la parte più intima di se stesso, di
lasciar parlare la materia di cui è fatto. Guardando le opere di
Bruno Golin ecco comparire, senza ombra di dubbio, ciò che è alla
sorgente del suo essere: semplicità e spontaneità.
Artista autodidatta, sviluppa la passione per l'arte fin da
giovanissimo. Inizia a dipingere ad olio nel '60 attratto dallo studio
dei più grandi esponenti del Cubismo e del Futurismo. Avvia quindi
una personale ricerca pittorica del colore, della pennellata , della
composizione, della luce e delle ombre, affrontando soggetti come
nature morte, paesaggi, fiori, nudi e soggetti sacri.
La sua crescita artistica lo porta, soprattutto nella produzione degli
ultimi anni, all'abbandono quasi totale del soggetto a vantaggio di un
uso indovinato dell'oggetto.
Nelle sue opere, pervase da un grande senso di astrazione, possiamo
infatti scorgere materiali di recupero; così sacchi di juta, stoffe
da materasso, plastica, paiettes, perdendo il loro quotidiano
significato, entrano, attraverso una moderna intuizione dettata
dall'artista, in un nuovo, armonico e poetico concerto visivo.
Da qualche anno segue un nuovo percorso artistico: la scultura.
Frequenta lo studio dello scultore Franco Fossa facendo tesoro dei
suoi consigli. Realizza così opere il legno scolpito o sculture
informali utilizzando legni tarlati e di recupero abbinandoli a chiodi
vecchi, rame, ottone, filo di ferro …
Un altro grande settore di crescita artistica per Bruno Golin è la
ceramica Raku.
Proprio per l'essenza intrinseca di questa antica arte giapponese che
esalta l'armonia e la bellezza della semplicità delle forme, Bruno
Golin riesce ad esprimersi al meglio, riuscendo a giungere con le sue
opere ad alti livelli di suggestione.
La sua fonte principale d'ispirazione rimane quella di una realtà
semplice, interpretata e rielaborata con una naturalezza poetica che
lascia d'incanto."
Maria Grazia Ciprandi
"Raccontare la storia di Bruno Golin vuol dire ripercorrere i
momenti più significativi del movimento "moderno"; da
ricerche sul cubismo e futurismo alle conseguenti ricerche di tecniche
materiche e pittoriche d'avanguardia.
Sono pure espressione di un'esigenza di ricerca interiore in continua
evoluzione e ripensamento su se stesso: il proprio Io ed il rapporto con
la realtà del mondo esterno fatto di materie povere che l'arte sublima.
Costanti, dopo anni di ricerca, la scoperta del "recupero" e
della "trasformazione". E nei contenuti l'"armonia"
con la natura e l'ambiente.
Il passo successivo, conseguente, è la terza dimensione, scultorea, e
l'approdo odierno alla ceramica Raku: L'oggetto-messaggio, nato dalla
terra, dal fuoco, dagli smalti che si compongono con estrema libertà:
libertà che fa sognare sia il "creatore" Bruno Golin che lo
spettatore, e attraverso la quale religione, mito, fantasia diventano
splendide realtà."
Arch.
Paolo Torresan
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