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Diana
Villa Prinzivalli, nata a Cuorgnč (To) nel 1948, dove ha
vissuto e lavorato fino al 1991.
Ha
coltivato fra impegni di lavoro e di famiglia la sua passione per
il disegno e il colore, esprimendosi con la tecnica dell'olio,
dell'acrilico e dell'acquerello.
Dal
1999 risiede a Ceriale (Sv).
E'
socia e segretaria dell'Associazione
Artistica LO SCHIZZO di Toirano (Sv) presso la quale nella
estate 2002 ha collaborato al corso per ragazzi "Viva le
mani" insegnando la tecnica della carta pesta.
La
sua attivitą artistica inizia con mostre collettive, personali e
concorsi in Piemonte e Liguria ed ultimamente ha esposto nella
Sala Mostre del Palazzo della Provincia di Savona.
Partecipando
a diversi concorsi ha vinto dei premi giuria popolare; i giudizi
ed i pareri favorevoli ne incoraggiano la continuitą.
Ha
collaborato con altri artisti alla decorazione dei reparti
pediatria e neonatologia dell'Ospedale S. Corona a Pietra Ligure (Sv)
dipingendo sulle pareti della sala giochi soggetti fiabeschi.
Ha
dipinto ad Arnasco (SV) un murales, con tema pastorale, nella via
principale della cittadina.
Domenica 9 ottobre
2011 ho conseguito il terzo premio nel concorso di pittura Letterart, a Toirano
(Sv) presso l'associazione artistica Lo Schizzo.
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L'
intento di costruire un personaggio, inserendo una vita d'Artista
nella mia memoria, mi pare degno d'essere proposto all'attenzione
di un pubblico esteticamente colto.
Il tentativo, mentre vuole trarre dal giuoco dialettico tra vita
ed arte, un'interpretazione che serva ad illuminarle entrambe,
risolve la critica in un mito, un'avventura d'artista in
carattere, investendo in essi quel tanto di transitorio, di caduco
che c'č nell'artista e nell'opera sua.
Carattere comune alle pitture di Diana Villa, la cui felicitą. di
esecuzione č dovuta al perfetto inserirsi del dato reale e
cronistico nel ritmo figurativo č l'affettuosa, ora patetica, ora
sorgiva osservazione del vero, fondata sulla ricerca tecnica e
assistita da un'alta coscienza, morale.
Si osservi, in proposito, quell'anziano personaggio seduto fuor di
casa e l'ambiente che lo circonda. Lo stile non esclude quella
corrente di simpatia e di assimilazione stabilitesi tra le cose
viste ed il pennello che le racconta.
Diana
ha l'arte di far cantare le cose umili, di creare intorno ad esse
un invisibile corteo di ombre, un'atmosfera di sogno, un rimpianto
di vite scialbamente concluse, un lento morire di anime, nel
grigiore di ore vuote.
Tra
le varie opere, tutte equilibrate ed arios, colme di sorprese
cromatiche e di bravure prospettiche, mi piace quella che si
intitola "Le mondine".
La precisione quasi geometrica del dipinto e le lince di fuga
assai efficaci, fanno si che l' abitato č concepito come
un'isola, sognata, circondata dalle acque. Spira da questo dipinto
un senso di operosa fattivitą e serenitą, visione perņ sempre
nutrita di un senso melanconico dell'ora e della stagione.
Forse in alcuni quadri di fiori, specialmente negli acquerelli,
taluni che paion fatti col respiro dell'alba sulla carta bagnata,
ed altri che vibrano come lance, in un cielo carruco e tempestoso,
volto a creare uno stato di allucinazione un tantino morboso
nell'osservatore, č stabilito una sensibilitą atmosferica e
urbanistica.
Nella nostra pittrice l'esperienza personale, quale ostetrica, non
si č risolta in enfasi patetica.
Essa
tende ad una pittura morbida ed ariosa che inserisca, la figura
nel paesaggio, fondendolo attraverso i valori atmosferici.
Diana
č fuggita dal chiuso delle Accademie per dipingere alI'aria
aperta e trovare, nel cospetto della Natura, la sensuale felicitą
dei colori, la giustezza dei valori cromatici, il valore della
macchia come chiaroscuro e come colore.
ETTORE
CERUTI
Storico dell'Arte
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