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"Ci
si aspettava di visionare una serie di lavori dipinti su ceramica,
piastrelle, vasi…, solitamente di uso comune e pertanto
rappresentanti soggetti comuni: paesaggi piantumati e fioriti,
nature morte dai colori accesi!
Con
stupore abbiamo invece ammirato opere, per la maggior parte su
ceramica, dall’insolito soggetto e di indubbia valenza
artistica.
A
parte la conferma di una abilità tecnica d’obbligo a chi decora
la ceramica, nell’uso e controllo del colore, quello che
colpisce nei lavori della Galimberti è la complessità ed il
contenuto delle sue composizioni che potrebbero essere proposte su
ogni tipo di superficie: tela, legno e per l’appunto ceramica.
Insomma,
inaspettatamente, ci siamo trovati di fronte ad una interessante
pittrice.
Oltre
ad una serie di opere elaborate anni fa e che rappresentano per
così dire, la prima parte del percorso della nostra artista, ci
sono stati poi sottoposti lavori più recenti che non abbiamo
avuto esitazione nel considerarli di estrazione surrealista, ma
contraddistinti da una particolare originalità ed interessante
personalità.
Naturalmente
sono intuibili spazi di miglioramento a parer nostro facilmente
raggiungibili, questo evidenziando però, che la vivacità e la
spontaneità con cui la Galimberti si esprime sono dati e
risultati ormai acquisiti.
Cerchiamo
ora di considerare, con un po’ di attenzione, il lavoro di
questa giovane artista sottolineando quelli che potrebbero essere
da un punto di vista critico, gli aspetti e le caratteristiche più
evidenti. Anzitutto è certo che la Galimberti nel particolare suo
modo di sentire e vedere, resiste con tenace umiltà alle lusinghe
ed agli urti derivanti dalla cosiddetta modernità (per intenderci
immagini collegate alle mode correnti), che è stata ed è una
specie di ondata scomposta e talvolta torbida che conduce a non
ricordare che anche le passioni sono forze da usare nel modo
giusto dominandole ed indirizzandole nel modo più opportuno.
Le
rappresentazioni fissate nei lavori della Galimberti sono in
effetti immagini reali ed intuizioni visionarie ricondotte ad una
unità espressiva dovuta ad una capacità di invenzione poetica.
L’artista
agisce realisticamente in modo autonomo inseguendo un proprio
mondo figurativo oniricamente derivante.
Questo
accentuato lirismo conduce ad una perizia espressiva che forse non
era neppure negli intenti della Galimberti.
Altra
constatazione: predominante nella Galimberti è l’incontro del
“reale” con il fantastico che proietta le sue figure in una
dimensione “atemporale”. Vale a dire: sogno e realtà possono
definirsi intercambiabili con la più assoluta libertà figurativa
e compositiva.
Accostandoci
ad uno dei concetti fondamentali del Surrealismo non ci sembra
improprio ravvisare nel lavoro della Galimberti la capacità di
introdurre negli stesi l’insolito, il sogno ed anche un pizzico
di raffinato erotismo mixato ad una crudeltà appena accennata, ma
evidente
D’altra
parte nei sogni ci sta un po’ di tutto".
Critico
d'Arte
Walter
De Bernardi
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