Emilia Borsani

 

Categoria  Pittori

Indirizzo:   Via XXIV Maggio, 44

Città:  20023 Cerro Maggiore (Mi)

Telefono:  0331 421662

Cell.:  348 2333803

Sito web:  

Blog, Social Network, ecc.:

Link Video:   

E-mail:  artemi52@virgilio.it

Data adesione:  Giugno 2003

 

 

Emilia Borsani nasce a Legnano nel 1952

Inizia lo studio del disegno e del colore presso la scuola d'arte "Antonello Da Messina" di Legnano, successivamente frequenta corsi di affresco e di incisione.

 

Cerca una propria forma espressiva non trascurando letture, visite a musei e mostre d'arte che possano farle imparare a "vedere" l'arte, prima che a praticarla.


Scaturisce istintivamente la necessità di esprimersi attraverso la matericità nelle opere ed utilizza pertanto sabbia ed altri elementi impastati con il colore.


La attrae prevalentemente la figura ed indirizza verso questa forma pittorica il bisogno di esternare l'universo femminile, non trascurando altre forme espressive.


Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, materiali vari ed affresco.


Ha esposto in numerose collettive e personali ed ha partecipato a concorsi nazionali ed internazionali di pittura ottenendo premi e riconoscimenti.

Vive ed opera a Cerro Maggiore (MI).

 

 
 
 

 

EMILIA BORSANI

L'arte figurativa di Emilia Borsani è energicamente concentrata nell'atto pittorico più intimo, meditativa ed in un certo senso introspettiva. Mediante l'utilizzo materico dei pigmenti, l'artista fissa sulla tela solenni immagini femminee che paiono in attesa di qualche avvenimento … atemporali, ma mai statiche, esse ci raccontano la più intima essenza femminile tradotta in pittura. Ed è nell'uso di tecniche antiche come l'affresco, qui rivisitato in chiave contemporanea, che la Borsani sembra avvicinarsi a precedenti anacronismi o citazionisti post-moderni, proprio recuperando materiali e lavorazioni artistiche classiche e "reinventandole" nel quotidiano.

E' soprattutto nel concetto storico, temporale e spaziale, però, che l'artista si discosta dagli insegnamenti delle avanguardie tradizionali per approdare ad un concetto storico, temporale e spaziale degno del più profondo post-modernismo. Esso è riscontrabile anche nel modo in cui il pigmento viene trattato ed acquisisce matericità sulla tela … si tratta di un fare accostabile, stilisticamente, ad opere di artisti quali Sandro Chia, Anselm Kiefer, Georg Baselitz e Gèrard Garouste.

Le gradazioni tonali ed i cromatismi uniformi, spesso monocromi, utilizzati dalla Borsani per la resa degli incarnati, sembrano riecheggiare una solenne meditazione introspettiva e storica; essi derivano inoltre dalla dicotomia durezza-delicatezza, cioè dall'incontro-scontro della rigidità dei materiali come la sabbia stesa a spatola e la morbidezza delle carnagioni femminili pittoricamente descritte.

Ed in queste figure umane, descrittivamente eloquenti seppur così sinteticamente modellate, si potrebbe cogliere un lieve rimando espressionista, aleggiante già nella pittura di Egon Schiele, caratterizzata appunto da grafismi velocemente e vagamente deformanti, da tratti segnici duri e tremanti e da incarnati vividamente ombreggiati.

Carla Ferraris
Milano, aprile 2008

 



L'arte segnica di Emilia Borsani

L'arte, e l'espressione culturale in generale, ha una sua "giustificazione" nel fatto che ognuno di noi affronta il mondo, lo interpreta e ne diviene protagonista in maniera individuale e irripetibile, per cui abbiamo bisogno di qualcosa che ci offra una ragione, un significato di collegamento con gli altri, la necessaria illusione che stiamo condividendo una realtà comune.
Prust scrive: Riafferrare la nostra vita, e anche la vita altrui: giacchè il colore per il pittore è un problema non di tecnica, ma di visione: Esso è la rivelazione, impossibile con mezzi diretti e coscienti, della differenza qualitativa che esiste nel modo come ci appare il mondo: differenza che, se non ci fosse l'arte, resterebbe l'eterno segreto do ognuno. Solo grazie all'arte ci è dato di uscire da noi stessi, sapere che un altro vede un universo non identico al nostro e i cui paesaggi ci rimarrebbero altrimenti ignoti come quelli che possono esserci nella luna.
Incontrare Emilia Borsani, la sua passione per l'arte e vederla cercare con "ossessione" la cifra giusta, il tono più appropriato per un colore, una traccia è una meraviglia e, al tempo stesso, una conquista.
Il suo peregrinare nello spazio di un supporto pittorico equivale al gesto di un rabdomante che indaga il terreno sapendo che esistono vene profonde a cui dissetarsi.
La sua vicenda artistica nasce, probabilmente, da un desiderio di esprimersi senza limitazione alcuna, senza regole imposte da scuole e tradizioni (anche se ama frequentare luoghi ed artisti che le possano trasmettere nuove emozioni e motivazioni), senza vincoli di pensiero o di stili che possano attenuare o smorzare i toni delle emozioni.
La sua ricerca artistica svela, mette a nudo un mondo di visioni profonde, dove l'indagine sottile dell'equilibrio, dei bilanciamenti cromatici attingono alle zone più intime della coscienza, e da questa trova conforto per un nutrimento artistico sostanziale.
La Borsani ha già percorso precise direzioni creative a cui dobbiamo fare riferimento per identificare la sua cifra espressiva.
La sua pittura "segnica" affonda le radici nei meandri novecenteschi dell'Informale, in cui il rifiuto di una forma chiara, dai contorni classicamente figurativi attraverso cui plasmare la propria intuizione artistica, si esprime in gesti liberi e immediati, dove l'intervento materico è suggerito per dar corpo e profondità alla idea e alla intuizione.
Non rinnega la tradizione, tant'è che esercita a buon livello la rappresentazione figurativa del corpo umano, ma ha bisogno di attrarre a sé tutto l'altro possibile per palesare un mondo variegato e multiforme, sospeso fra intuizione e astrazione, fra materia e spirito, tra pittura segnica e figura.
Nel suo atto creativo, come per incanto, prendono forma e dimensione le idee, ripescate da una profondità prenatale, che caratterizzino spazio e colore.
In ciò è in perfetta sintonia con tutta la modernità dell'arte e forse con le più recenti ricerche post-moderne in cui la pittura rievoca il mito primordiale della nascita, come principio rivelatore, assunzione di identità, quasi un principio per cui il soffio generatore della vita ordina la materia in forme e segni sempre più evoluti e organizzati.

Pino Bonanno
Marsciano (PG) maggio 2008

 


 

Alla radice del processo tecnico-espressivo di Emilia Borsani c’è spesso una particolare metodologia che porta ad individuare una sollecitazione espansiva delle tonalità cromatiche, come a riscoprire un proprio spazio virtuale. Segni rapidi e campiture larghe si collegano ad una esperienza intimamente sentita ed avvertita da Emilia Borsani come a superare i limiti di un pensiero o a sollecitare intuizioni sognate e interiormente rivissute nell’ambito di una esperienza articolata in tempi e in stesure.
Lo stesso spazio pittorico si è dilatato per cui è il senso di questa estensione a creare atmosfere insolite, spazi come di poesie e di dimensioni liriche. La sua è allora una pittura che sembra sommuovere lo spazio, a sottolineare che vuole esistere per andare oltre quell’irraggiungibile che è la propria origine, il regno della propria fantasia.
è possibile, attraverso questa lettura interpretativa della sua pittura, vedere quasi un confluire di temi, come a riportare e rendere visibile un moto estremo che appartiene alla sensibile sfera percettiva di Emilia nel suo affidarsi ad una ricca e variabile gamma cromatica.
Allora possiamo parlare come di un viaggio immaginario incessante, sospinto da una logica intima, una sorta di sogno che esige l’esito di una forma sia pure nel flusso imprevedibile dei colori.

 

Calogero Cordaro
“Echi D’Arte”
Palermo - Luglio 2010

 

 

 

 

 

Titolo:  

"Black & White"

Tecnica:  polimaterico su tavola

Misure:  cm. 55x68,5

Titolo:  "Gocce di memoria"    

Tecnica:  Acrilico su tela

Misure:  cm. 50x70

Titolo:  "Oltre n° 15" 

Tecnica:  Polimaterico su tavola

Misure:  cm. 20x55

Titolo:  "Red"

Tecnica:  Polimaterico su tavola

Misure:  cm. 55x69

Titolo:  "Red Wave"

Tecnica:  Polimaterico su tavola

Misure:  cm. 55x69

Titolo: 

"StOnes on the river"

Tecnica:  Acrilico su tela

Misure:  cm. 100x50

Titolo:  "Violet"  

Tecnica: Acrilico su tela

Misure:  cm. 50x100

Titolo:  

"Wounded leg"

Tecnica:  Polimaterico su tavola

Misure:  cm. 49,8x63,5

Titolo:  "Yellow"  

Tecnica:  Polimaterico su tavola

Misure:  cm. 52x62

Titolo:  "Nyragongo"

Tecnica:  Acrilico e smalti su tela

Misure:  cm. 30x30

Titolo:  "Colline umbre"  

Tecnica:  Acrilico su tela

Misure:  cm. 40x40

Titolo: 

"La finestra dei ricordi"  

Tecnica:  Polimaterico su tela

Misure:  cm. 50x70