Giancarlo Zanni

 

Categoria  Pittori

Indirizzo:   Via Varese, 21

Città:  17025 LOANO (SV)

Telefono:  019  66.78.77

Cell.:  347  0053456

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E-mail:  

Data adesione:  Novembre 2001

 

 

Giancarlo Zanni, artista autodidatta, nasce a Parma nel 1958.


Si laurea in Lingue e Letterature Straniere a Genova. 

 

Il 1988 è l'anno in cui si volge completamente all'arte, dopo essere sfuggito per tanto tempo a questo potente richiamo.


Ha vissuto intensamente le esperienze della vita, conservando una profonda attitudine ad osservare e a meditare sul mondo che lo circonda. 


La sua è la storia di un cattivo bambino con la testa fra le nuvole in un mondo di bravi ragazzi inquadrati e troppo ansiosi di aderire ad una realtà prefabbricata. La sua vita è sempre stata un'espressione artistica, e continua ad esserlo.


Nel 1989, fonda a Cervo (IM), insieme ad altri artisti, un gruppo chiamato VENTO, inteso a diffondere fra la gente la conoscenza dell'arte e della cultura.


Per vari anni si è occupato di insegnamento sperimentale dell'arte presso scuole elementari, materne e colonie estive a Borghetto Santo Spirito, Loano ed Imperia, evidenziando la grande utilità di questa materia nella formazione dei bambini, i quali, incoraggiati ad esprimersi col linguaggio artistico, risultano più produttivi in tutte le altre materie. 

 

Dal 1996 esegue corsi di pittura creativa anche per adulti.


Articoli e recensioni su di lui sono stati scritti da: Ettore Ceruti, Fabienne Chiron, Neil Degney, Enrico Ferrari, Nicola Micieli, Josè Scanu, Maria Sundstrom.


Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia, Città del Vaticano, Francia, Germania, Norvegia, Svizzera, USA.

 



PRINCIPALI ESPOSIZIONI

Borghetto Santo Spirito - Sala Marexiano - 1991
Pisa - Galleria Artemisia - Solo 1992
Pisa - Pisa Open 1992
Loano - Naturart 1992
Milano - Milan Art Center - La linea infinita di Piero Manzoni 1993
Tokyo - Seul - Italian Report 1993
Savona - Il Brandale - Solo 1993
Finale Ligure - Palazzo Comunale - 4 Dimensioni 1993
Pisa - Palazzo Gambacorti - Figur-azione 1993
Loano - Palazzo Kursaal - Solo 1993
Imperia - Art Studio - Solo 1994
Cisano sul Neva - Naturart 1994
Firenze - Palazzo Affari - La più bella galleria d'italia 1994
Cervo - Palazzo Vento - Multidimensional Spirit 1994
Milano - Banca Mercantile Italiana - Tracce di carta 1994
Pisa - Circolo La Rossa 1995
Cervo - Palazzo Vento - Telemutanti 1995
Imperia - Mr. Magoo - Solo 1995
Cervo - Palazzo Vento - Eurovisions 1995
Galles - Glamorgan University - Italian Super Group 1995
Australia - Italian Art Team - Gallery 331, Brisbane 1995
Montescudaio - Angelus Novus 1995
Finlandia - Turku - Galleria Joella - 1996
Germania - Rheda-Wiedenbruck - Werkstatt Bleichhanschen 1996
Germania - Verl - Workshop Gallery 1996
Germania - Gutersloh - Forum 1996
Cervo - Palazzo Vento - Solo 1996
Roma - Associazione Culturale Utopia -Bandiere dell'anima 1998
Spagna - San Sebastian de Los Reyes - Sala Martin Chirino 1998
USA - New York - Highland Cultural Center 1999
Genova - Galleria Artrè - 2005
Cervo - "La vita dalla terra" - Castello Clavesana - Solo 2006
Imperia - Centro Culturale Polivalente - Solo 2006

 

 
 
 

 

Spesso mi chiedono di spiegare il significato dei miei quadri, perché sembra non siano di facile lettura. Così anticipo le richieste di chi volesse saperne di più con questa succinta presentazione del mio lavoro.
Premessa: sono un ex-bambino selvaggio dell'Appennino, pietre e alberi erano fonti di osservazione e di gioco, le loro forme strane mi facevano fantasticare.
Credo che la pietra abbia un ciclo vitale, come le piante o come noi umani; il nostro problema è non riuscire a coglierne l'essenza, e la durata, incommensurabile rispetto alla nostra. Il moscerino, che brucia il suo ciclo in poche ore, potrebbe considerare la pianta un oggetto senza vita.
Gli antichi, vivendo pienamente la dimensione naturale, avevano compreso che la pietra avrebbe prolungato il ricordo delle loro esistenze: oggi vediamo dispiegarsi la storia della nostra razza attraverso le statue di dei, re, persone comuni, e possiamo provare un senso di appartenenza ad un ciclo che, nel bene e nel male, è in atto e si costruisce coi mattoni delle nostre singole esistenze.
I pittori del passato animavano la natura riempiendola di riferimenti al temperamento e al corpo dell'uomo: l'ho imparato osservando opere nei musei e questo mi ha riportato alle percezioni che avevo sperimentato nell'infanzia. Così i miei riferimenti sono da cercare più nella pittura antica che in quella moderna (con le eccezioni di alcuni surrealisti e dei fratelli De Chirico), particolarmente nella pittura Romantica dell'area germanica.
Riguardo al mio lavoro, ho compreso presto che la pittura mi si presentava sotto forma di ricerca. Mi spiego: quasi subito ho smesso di progettare il quadro, eliminando il disegno che si esegue prima di applicare il colore, perché nella pratica vedevo questo progetto esplodermi fa le mani e assumere forme diverse e migliori da quelle che avevo teorizzato. Inizio quindi a cogliere i suggerimenti della materia: per esempio delle screziature di una tavola di legno, delle pennellate casuali di biacca preparatoria o di colore di fondo, un po' come quei fantasiosi che vedono cose nelle macchie sui muri o nelle nuvole. Così in alcuni quadri si può scorgere ancora la trama del legno, in altri si notano spessori o incisioni che denotano la presenza di un fondo steso sulla tavola o sulla tela, tutti elementi che da casuali diventano essenziali nella composizione.
In pratica, più che creare, si tratta di scoprire e portare alla luce qualcosa che sembrava già presente fra le pieghe della materia, il che ci porta in territori dove la razionalità è solo uno degli elementi in gioco e deve farsi guidare dalla capacità di vedere e sentire.

 

Giancarlo Zanni

 

 


Zanni evoca abilmente misteri panici e dimensioni dell'essere che solo l'occhio intuitivo della mente sa scorgere e isolare nelle forme più consuete della realtà indagando paesaggi rocciosi dalle frastagliate strutture, coste montane nella cui morfologia si profilano le deità arcaiche che popolavano la terra e i cieli quando l'uomo viveva ancora animisticamente immerso nella natura.

NICOLA MICIELI

 

 


 

Tutta la cornice fantastica ed onirica onde egli circonda le proprie opere, non ci induca in errore: alla suggeribile interpretazione junghiana dei miti e degli archetipi, come creazioni dell'inconscio collettivo, Zanni oppone un'interpretazione in chiave culturale ed antropologica, mosso certamente da fiducioso slancio emotivo e da volontà di coerenza, evocando e plasmando un mondo che porta in sé trasfigurato da una notevole potenza poetica. Una vita misteriosa e meravigliosa sparsa nell'immenso oceano dell'essere ed un mondo di esistenze extraumane confermano che egli è sempre arbitro del suo tema e può scaldarlo ad una fiamma meno pura ma più intensa, riannodandolo all'aspetto e al moto infinito della natura.

ETTORE CERUTI

 

 

 

 

Titolo: "Sfranglòn"  

Tecnica:  Olio su tela

Misure:  cm. 80x60

Anno:  1989

Titolo:  "WA"   

Tecnica:  Olio su tela

Misure:  cm. 50x70

Anno:  1991

 

Titolo:  "Young dreamer"  

Tecnica:  Olio su tela

Misure:  cm. 70x50

Anno:  1994

Titolo:  

"Antichità della razza"  

Tecnica:  Olio su tela

Misure:  cm. 50x70

Anno:  2003

Titolo:  "Oltre il buio"  

Tecnica:  Olio su tela

Misure:  cm. 50x70

Anno:  2003

Titolo:  "SENZA TITOLO"  

Tecnica:  Olio su tela

Misure:  cm. 50x70

Anno:  2006

 

Titolo:  

"Quattro punti di vista"  

Tecnica:  Olio su tavola

Misure:  cm. 60x80

Anno:  2007

 

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