Ivan Bono

 

Categoria  Pittori

Indirizzo:   Via Brusnengo, 13

Città:  13040 Rovasenda (Vercelli)

Telefono:  

Cell.:  392 4650962

Sito web:  www.ivanbono.com 

Blog, Social Network, ecc.:

Link Video:   

E-mail:  info@ivanbono.com 

Data adesione:  Settembre 2007

 

 

Ivan Bono, Artista nato in Piemonte nel 1973.

 

Spazia dalla pittura alla scultura alla musica con naturale disinvoltura. 

 

Poco più che bambino a casa dell’ amico e scultore Urano Palma incontra Mario Schifano che lo affascina col suo modo istintivo e aggressivo di pittura che caratterizzerà il suo modo di fare arte. 

Dal 2001 frequenta i gruppi di giovani artisti di Germania, Francia, Danimarca e Olanda dove affina e matura le esperienze pittoriche e creative. 

Nel 2005 viene invitato alla mostra di arte moderna in occasione della candidatura olimpica di Parigi2012 e l’ anno successivo si trasferisce a Londra dove nascono le opere con le applicazione di reti metalliche a simboleggiare il decadentismo della società moderna. Rientrato in Italia comincia il ciclo detto emozionale dove il colore puro viene miscelato e sfumato direttamente sulla tela con una tecnica messa appunto negli anni precedenti e cominciano le esposizione nelle maggiori fiere con grande successo di critiche e di vendite. Dai primi graffiti e murale alle tele in lana cotta le quotazioni hanno visto una inarrestabile ascesa e sono cominciati i contatti con alcun musei locali per l’ esposizione e l’ acquisizione delle sue opere.


Mostre nel 2007: 

 

- ArteParma (Parma)

- Arte & Motori (Riccione)

- Art Meeting (Ferrara)

- ArtePadova (Padova)

Mostre nel 2008:


- Seattle Art Museum -   1300 First Avenue - Seattle, WA 98101


- CVB GALLERY - a New York

 

- Torino dal 10/02 al 03/03 – Banca Sella piazza castello

- Milano dal 08/04 al 29/04 – Banca Sella Via Parmigianino

- Roma dal 03/03 al 14/03 – galleria Il Collezionista via Rasella, 132

- Barcellona dal 01/06/ al 15/06 – Galleria Esart 

- Roma dal 26/06 al 04/07 – galleria Il Collezionista via Rasella 132

 

 

Opere in mostra permanente presso: 

- Galleria Alba 

  Via Borgopunta 187 - Ferrara

 

 
 
 

 

IVAN BONO


‘Non tanto liberare fantasia quanto lo sforzo di penetrare realtà, rivelandola, è poesia. (…) Tensione tra stato di necessità e trascendenza’’ 

da ‘Reduce’ di Giovanni Lindo Ferretti


di Elisabetta Dellavalle

 


Ama soprattutto i rossi un po’ spessi, Ivan, quelli che colano lenti stile sangue che scorre, e poi i neri ed i bianchi decisi e abbaglianti, i grigi ferrosi. Li ama e se li prende di cuore, li coglie, li spreme, li stende con decisa veemenza. Si direbbe violento, quel gesto del fare, ma rivela possente energia e nasconde una certa, innata e modesta, timidezza. Tra le opere, a dir poco tenaci, e l’umana gentilezza, si genera una quasi dicotomia, come un battimento tra disarmonici suoni. Eppure sta lì. Tutto lì. Lascia all’arte la parte dell’urlo, del grido, della rabbia sfogata e si tiene un’anima intatta, leggera, oseremmo un ‘pulita’. Risiede qui, almeno per chi scrive, il successo del suo lavoro. L’eleganza quasi ‘classica’ delle forme, dei segni e dei simboli, spesso dal gusto volutamente primitivo, ammorbidisce la veemenza del tono, generando un insieme appagante, a suo modo affascinante. “Non amo i ripensamenti: quando lavoro, lavoro di getto, quasi in trance. E’ pura emozione che si concretizza nel gesto, il gesto prende forma attraverso la materia, la materia incontra la tela e si genera un mondo, nuovo e solo mio. Talmente mio che, se non mi piace, lo distruggo all’istante”. Istintivo ed appassionato, Ivan Bono è uno di noi. E’ uno di noi che vale di più, vuole di più. Ma è anche, forse, un predestinato:” …un giorno, mentre giocavo per strada, da bambino, siamo finiti a casa di Urano Palma, un famoso scultore, un amico. Qui c’era un tipo strano, che urlava tanto e che stendeva su enormi lastre di vetro grandi masse di vernice con un grosso pennellone. Era Mario Schifano, ma io non sapevo chi fosse. A me sembrava solo uno che stesse giocando, e mi faceva giocare: con me aveva una paterna pazienza e mi insegnava a stendere i colori tra le lastre di vetro sovrapposte, l’effetto era bellissimo, di fiori e farfalle tropicali. Capisco ora che la sua pittura ed il suo essere mi hanno di certo influenzato, soprattutto la loro istintiva aggressività”. Cittadino del mondo, Ivan Bono nasce da una terra che da bassa e padana lambisce le colline dei rossi corposi, i Gattinara, i Bramaterra, gli Spanna, i Nebbioli. Da una terra che, come lui, tenta la strada dell’alto, la via per riuscirci, aspira a ben altro. Dalla sua Rovasenda, nella quale sempre ritorna, vive e lavora, è spesso partito, per imparare vivendo. Cittadino del mondo, vive mille esperienze in un tempo assai breve: “All’inizio fu internet: vendevo le mie piccole prime tele all’asta su internet per poche decine di euro, la maggior parte verso Inghilterra e Germania: ho quindi dovuto, poco dopo, creare il mio sito internet personale con le foto delle opere. Ma è stato un viaggio ‘vero’ a cucirmi per sempre col mondo dell’arte. Nel 2003, con il solo scopo di imparare, ho vissuto ad Amsterdam, Amburgo, Kopenagen, Oslo, Stoccolma. Sono stato ospite di artisti di strada, di centri sociali e della gente comune, degli abitanti delle isole Lofoten e dei pescatori di Andenes, ed ho lasciato un po’ ovunque una parte di me: le prime sculture in ferro, gli enormi graffiti alle pareti del circolo culturale Kaart di Amburgo, e poi i disegni piccoli e grandi venduti per strada, ai passanti, magari solo per una cena.”. Un modo quasi rinascimentale di intendere l’opera d’arte che deve e può essere usata anche come carta moneta, deve essere disseminata per lasciare dei frutti, deve essere veicolata, vista, ammirata, condivisa dai più. Ma gli eventi si susseguono intriganti, a tratti sconvolgenti e nel 2005 Ivan Bono viene invitato a Parigi2012, la mostra di arte contemporanea organizzata in occasione della candidatura olimpica della capitale francese, ma è la ricerca nei vari settori della creatività che lo appagano di più, ad esempio il design, nell’ambito del quale crea pezzi ‘unici’ anche nei nomi di battesimo:” mi piace creare oggetti da ciò che la gente abbandona. Possono essere appendiabiti o paraventi…a Barcellona ho lasciato due prototipi, la lampada in legno ‘Palpebra’ e la poltrona ‘Wacca’, bancali di legno ricoperti dai tappeti alla moda degli Anni Settanta, quelli di pelle di mucca, ma oggi preferisco che la mia arte racconti qualcosa più personale, sia di slancio e denuncia. Quando sono stato a Londra, tre anni fa, ho realizzato,in occasione di una protesta pacifista contro la guerra in Iraq, ‘Lost in space’, opera realizzata su un grande lenzuolo (rubato poco prima) e l’ho allestita davanti al Parlamento inglese. Ha resistito un’intera giornata, poi i poliziotti hanno "smantellato" tutto tranne il quadro…incredibilmente l’hanno portato via senza danneggiarlo!” Arte fatta un po’ dappertutto, con tutto, riciclando, reinterpretando l’oggetto quotidiano, la materia inconsueta. Lenzuola e non solo, magari reti metalliche e fili di ferro, bancali di compensato e poi spaghi, vetri e legni, scarti di stoffe e di lane da assemblare con colle e siliconi, da mescolare con smalti e catrami. Intanto è la rete a farne rimbalzare un po’ ovunque l’evoluzione, la crescita artistica e personale: la ‘storica’ Galleria Alba lo invita per visionarne le opere, e da lì il via alle grandi fiere d’arte contemporanea.Tre sue opere sono a Parma, quindi all’ edizione di Arte & Motori presso il Palazzo del Turismo di Riccione, ad Art Meeting a Ferrara e a Contemporanea a Forlì. Ma il salto di qualità arriva una sera, fine settembre del 2007, quando una telefonata da New York lo invita a partecipare a ‘Wild’, la mostra alla Carrozzini Von Buhler Gallery, nella Tredicesima strada, che si inaugura il 30 di ottobre dello stesso anno. La collettiva della Grande Mela, che raccoglie anche opere di artisti che espongono al Moma, permette ad Ivan di allargare i propri contatti e di dimostrare ciò che vale: le cinque tele esposte, nate di getto dalla sollecitazione ricevuta, sono ‘selvagge’ quanto basta, veri graffiti metropolitani che raccontano l’incontro tra Dio, Natura e Uomo, Natura grazie alla rivisitazione di antichi simboli arcaici e segni esoterici. “ Mi hanno appena cercato di nuovo” racconta oggi Ivan parlando della stessa Galleria di New York” ma ora il messaggio da lanciare è del tutto diverso, fatto di sola luce. Per loro sto creando, con cristalli dei vecchi lampadari, un tubo al neon e delle lampade verdi, una grande struttura luminosa e pulsante che dovrebbe soddisfare il gusto americano, stregato dall’immagine, ma io preferisco le mie sculturine, i lavori più vicini alla mia sensibilità e che sono, forse, ora meno commerciabili”. La mostra di N.Y. attira l’attenzione dei media, dei siti e delle riviste di settore, quella delle agenzie d’Arte, come la D’Ars di Oscar Signorini che vuole alcune sue opere, mentre si fa strada la ‘moda’ di arredare le sale più importanti di banche e fondazioni con opere d’arte contemporanea, uno degli investimenti più interessanti del nuovo mercato globale. Opere di Ivan sono esposte nella sala del Consiglio di Amministrazione della ST Microelettronica ed intanto la Fondazione Banca Sella gli organizza, lo scorso anno, due personali nelle sedi di Torino e Milano. Dopo la Menzione d’Onore al trofeo Moroni di Bergamo, e l’invito al Memorial Pavarotti, i contatti con le grandi Fondazioni Museali di Genova, Reggio Emilia. Opere di Ivan sono a Seattle ed alla e la Saatchi Gallery del Lussemburgo, mentre la prestigiosa Saatchi Gallery di Londra vuole a breve una sua personale. Le ultime fatiche del 2008 sono davvero importanti: viene selezionato al Gran Premio Internazionale d’Arte 2008, riservato solo a 14 artisti di tutta Europa e ‘fioccano’ le mostre: la personale di Roma alla Gallery ‘Il Collezionista’, quindi alla Pinna Gallery di Berlino ed alla Esart di Barcellona. Successo, 2° Premio Assoluto, per i suoi ‘tori’ primitivi al Premio Augusta Taurinorum Città di Torino 2008 e pubblicazione delle sue opere sulla rivista americana Gallery & Studio, una vera e propria ‘bibbia’ dell’arte contemporanea in America, ed un’ intera pagina del dizionario enciclopedico di arte moderna e contemporanea è dedicata a lui. “ Ho appena partecipato, a Treviso, alla collettiva ‘Pronuncio il tuo nome nelle notti oscure’, dove una mia opera ha fatto da copertina al catalogo e dove, oltre alle classiche tele, ho portato 30 schizzi su carta, tutti venduti durante l’inaugurazione. La novità dell’oggi è che sono stato contattato da Paolo Levi, ex critico di Repubblica, che mi includerà nel suo prossimo volume di arte moderna, nella quale recensisce 10 artisti all’anno. Un onore. Intanto una mia tela è stata battuta all’asta alla Meeting Art, che mi ha già richiesto altri lavori, visto il successo della prima”. Intanto la ricerca artistica di Ivan sia materia che creativa, non si ferma: nell’ultima chiacchierata mi racconta entusiasta le scoperte recenti: “Sto lavorando tanto con la fiamma. Uso il catrame, che è difficile da trattare, al posto della vernice nera. Mi piace la sua fisicità densa e splendente. Il giorno il dopo lo ripasso con la fiamma: è come caramellare le torte! Il risultato estetico è stupefacente e calza ala perfezione con il mio amore per i graffiti del neolitico…L’effetto è suggestivo…soprattutto sulle tinte calde, come il giallo forte che ho appena usato nell’ultimo lavoro. Guardi una tela e sembra che ti si stia sciogliendo davanti agli occhi!”. Parole gentili, chiare, spesso venate da un’educata, naturale, riservatezza. Risulta sempre più raro, nel magico mondo dell’arte, soprattutto nell’arte ‘giovane’, trovare chi sia ancora in grado di parlare di sé, del suo lavoro, con sana normalità e con la giusta attenzione per le esigenze ed i pensieri, dell’altro. Incontrare chi ancora sa chiedere ed ascoltare consigli, non solo inondarti di esagerata prosopopea. 

Di questo, e non solo per le tante emozioni che con l’arte sa dare, desidero ringraziare Ivan Bono, persona ed artista ‘d’altri tempi’. 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

Titolo:  "the Italian job"  

Tecnica:  Acrilico su tela

Misure:  cm. 40x50

Titolo:  "pura energia"  

Tecnica:  Smalto su tela

Misure:  cm. 50x70

Titolo:  "Io e l’Infinito"  

Tecnica:  Smalto su tela di lana

Misure:  cm. 100x100

Titolo:  "Peritura Memoria"

Tecnica:  Tecnica mista su tela di lana

Misure:  cm. 100x100

Titolo:  "Europea Origine"    

Tecnica:  Smalto su tela di lana

Misure:  cm. 120x120

Titolo:  "Nebulosa Interna"

Tecnica:  Smalto cellulosa e rete metallica su tela

Misure:  cm. 60x80