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Lina
Albasi, nata a Roma, ha frequentato il Liceo Artistico e l'Accademia di Belle Arti.
Dal 1970 ha partecipato a numerose mostre personali e collettive:
ROMA, MILANO, NAPOLI, VERONA, FERRARA,TERNI,CASCIA, NEW YORK(USA),
BASILEA (SVIZZERA), MIAMI(USA), CARACAS (Venezuela), MERIDA (VENEZUELA),
PENNE (PESCARA), CASAL BORDINO (CHIETI)
Tra i numerosi premi vinti:
- PREMIO ARTE SACRA (1974)
- CAMPIDOGLIO D'ORO (1987)
- PREMIO "PIZZO CALABRO" (1987)
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Ogni artista traspone sulla tela la sua particolare sensibilità
servendosi di segno e colore per restituire immagini prese dalla realtà
e frutto della sua rielaborazione fantastica.
Lina Albasi dipinge rifacendosi alla contemplazione lirica di figure e
di paesaggi e usando del colore per galvanizzare il suo anelito
idealistico che ha per intento il raggiungimento della massima intensità
luminosa.La sua tecnica può essere accostata a quella dei divisionisti
per il disporre sulla tela colori semplici abolendo impasti e velature
in modo che la fusione delle tinte componenti avvenga sulla retina
dell'osservatore dando così luogo ad una maggiore vigoria cromatica.
Nelle figure o nelle nature morte l'Albasi non indulge al particolare,
ma piuttosto all'essenziale: i fiori e la frutta sono chiaramente
precise specie vegetali, ma sentite più nella loro essenza che nella
loro apparenza, mentre le figure hanno profonda intensità espressiva
realizzata cogliendo sguardi intenti e forme suggerite più che
disegnate.
In tutte le opere di questa artista vi è sempre qualcosa di misterioso
che consente all'osservatore di godere nel ricercare in ogni quadro il
motivo ispiratore di un racconto che non sempre l'Albasi esplicita
chiaramente.
FIORELLO F.ARDIZZON
(Febbraio 2000)
La sua modernissima tecnica riesce a trasmetterci, dalla
rappresentazione dei più semplici fiori, alla grandiosità dei suoi
paesaggi, tutta la poesia e tutta l'angustia esistenziale dell'essere
umano.
L'artista raggiunge l'acme della tensione emotiva nella figura e
soprattutto nei volti, coinvolgendoci in una riflessione profonda.
Da:" Correo del LOS ANDES " _ Venezuela - 1991
Se i fiori hanno la fastosità esuberante e la gioiosa funzione di
essere elementi esclusivamente pittorici, i paesaggi, dolci o brillanti,
riflettono sentimenti e pensieri fantasiosi e trasognati, analizzati e
ricreati con una spirituale operazione artistica.
Come un linguaggio ritmato e morbido parlano le combinazioni umane con i
loro drammi e i loro dolori, i loro momenti felici, psicologicamente
ricchi e vivi riflessi sui loro volti.
ANTONIO OBERTI - 1974
Le potenzialità semantiche e l'intensità espressiva del linguaggio
pittorico di Lina Albasi nascono dal segreto potere che le sue opere
emanano: esse, infatti, riescono ad attrarre il fruitore in un'atmosfera
di tensione psichica, poiche esprimono una ricerca costante sui grandi
temi dell'esistenza, chi sono, da dove vengo, dove vado?
Le opere ad olio di Lina Albasi sono la dimostrazione più evidente di
come la vera arte, intesa come l'attività umana che ha per fine la
realizzazione di un'immagine pregnante, nel senso che va al di là del
suo più immediato significato di bellezza e di armonia, è un modo di
"esistere", è un processo così intimo che l'artista lo attua
e lo rende fruibile, attingendo alle radici della propria individualità
attraverso forme, linee, colori che composti nei loro rapporti di
espressività, concorrono a creare quell'unità di stile che è il
pregio più importante di un'opera d'arte. Spesso la materia pittorica
non prende sulla tela una sua forma stabile e definita, ma appare in
continua espansione e in movimento quasi alla ricerca di una sua
dimensione esistenziale.
ANNA IOZZINO - 1987
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