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Pittore calabrese, nato il
18-06-1961 a Calopezzati (CS) piccolo paese che si affaccia sullo Ionio.
Diplomato
dapprima all'Istituto per Geometri di Corigliano Calabro,
successivamente si forma al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle
Arti di Catanzaro.
Nel
1992 si trasferisce a Sondrio.
Ha insegnato discipline pittoriche presso
il Liceo Artistico "Gaudenzio Ferrari" di Morbegno (SO).
Attualmente
insegna Ed. Artistica presso la Scuola Media Statale di Dubino (SO).
Pur
avendo iniziato come paesaggista, ha poi rivolto maggiore interesse alla
figura.
Ha
esposto in mostre personali in Calabria e in Lombardia.
Ultima
personale nel 2003 al Palazzo della Provincia (Sala Mostre Ligari).
Tra le opere più importanti ricordiamo:
un
mosaico (m3x2) raffigurante S. Cristoforo sulla facciata esterna della
Chiesa Addolorata in Calopezzati (CS);
"Natività",
su legno,nella Chiesa di Oga (SO);
"Natività",
tela incollata su supporto ligneo, nella Chiesa di Gerola (SO);
"Deposizione",
olio su tela, nella Chiesa di Tovo(SO).
Vari
ritratti e omaggi a grandi artisti.
Alcuni riconoscimenti:
· 1985 - Napoli, Castel dell'Ovo. Concorso di pittura tra le Accademie
di Belle Arti d'Italia.
· 1987 - Bari, Expo Arte. Concorso tra le Accademie di Belle Arti
d'Italia sull'incisione.
· 1992 - Bormio. Concorso Contea di Bormio: premio della giuria.
· 1995 - Milano, Bella Italia. Concorso di pittura: premio di
segnalazione.
· 1995 - Ponchiera (SO). Estemporanea: 1° premio.
·
2005 - "L'Arte incontra Fiat Punto" opera in esposizione
permanente presso il Museo
dell'Auto della FIAT di Torino.
· 2005 - Inserito nella Collana "Artisti di linea jonica".
Edizioni del Convento.
Testi critici: Giuseppe Parisi.
· 2006 - Attestato di Merito Artistico in "Avanguardie Artistiche
2006"
per la valida capacità interpretativa legata alla profonda conoscenza
del mezzo
pittorico. Un far arte, testimonianza del panorama contemporaneo, pur
essendo
ancorata alla tradizione e della continua valorizzazione estetica.
Palermo, marzo 2006
· 2006 - Premio Rembrandt , Grand Hotel Tiziano, Lecce.
Motivazione: per aver contribuito, con la propria opera professionale, a
scrivere
un'altra pagina del grande libro della Cultura Italiana.
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RECENSIONE
DELL'OPERATO ARTISTICO DI MARIO IEZZI
Non ci sono tentennamenti e nemmeno ambiguità nelle energiche opere
di Mario Iezzi. L'artista di origine calabrese, infatti, attraverso le
sue tele, trasmette emozioni certe, senza equivoci e di una rara
perfezione tecnica anche laddove il tema trattato è ormai un
passaggio obbligatorio per chi si cimenta nell'arte cromatica, per chi
gioca con i colori o sperimenta formule interpretative diverse
percorrendo altrettanti diversi canali di "comunicazione
visiva".
La straordinarietà di Iezzi, nella pura accezione del termine, sta
proprio nel realismo felicemente esasperato delle sue opere, dove
tutto è estremamente chiaro, palese e fonte di grandi emozioni.
Tale è la perfezione nel ritrarre la realtà che i lavori
dell'artista, in non pochi casi, paiono addirittura delle foto
d'autore dove ogni seppur piccolo particolare viene colto e registrato
in una dimensione quasi tridimensionale andando perciò oltre anche i
limiti che impone la fotografia stessa.
Si pensi ai ritratti di bimbi, oppure, sul fronte paesaggistico, alla
"descrizione" pittorica di "Scorcio di Morbegno"
dove questo spazio, descritto nel quotidiano recente, assume un
profilo figurativo di grande effetto.
In questo scorcio c'è una realtà che pulsa nella sua normalità, in
una traduzione pittorica tanto semplice nel messaggio quanto
eccezionalmente difficile da realizzare.
Un passaggio realtà - arte che Iezzi ha saputo compiere mirabilmente,
senza enfasi e sfuggendo con grande maestria alla banalità.
Operazione non facile e non da tutti dove Iezzi può considerarsi un
maestro.
Questa grande forza dell'artista di "fotografare",
artistizzandolo, il soggetto messo al centro dell'obiettivo pittorico,
è evidente soprattutto nei suoi ritratti.
Nel percorso artistico di Iezzi, c'è anche un continuo lavoro di
perfezionamento, nonostante gli alti livelli già raggiunti, compreso
gli omaggi alla pittura dei "Grandi", si pensi a Caravaggio,
Michelangelo, Ernst, Savinio ed altri ancora dove in quelle sue tele,
aleggia anche una sfida dell'artista con se stesso, con la sua grande
tecnica e la voglia-desiderio di non porre limiti al suo dipingere.
Il suo cammino artistico attento, curioso verso ogni nuovo sviluppo
figurativo è approdato recentemente a visioni più complesse, alcune
sull'onda dell'onirico, altre in un sereno e appagante raffronto con
il viver quotidiano dove al centro c'è la figura femminile.
Le donne di Iezzi sono senz'altro tutte "infuocate", capaci
cioè di trasmetterti sensazioni forti anche se non a senso unico.
Ad esempio, nel ritratto de "La moglie", la figura è
straordinariamente normale e nello stesso tempo pregnante di messaggi
forti; messaggi irradiati da un volto sereno, espressione di un
amore-affetto senza spazio né tempo, veleggiando su una spontaneità
che è parte della vita reale e che, se altri artisti bistrattano o
stravolgono, nel caso di Iezzi vengono invece nobilitati,
"bloccati" nel ritratto e potenziati perché penetrino
nell'Io dell'osservatore in tutta la loro tranquillizzante grazia; una
grazia semplice ed essenziale quanto il "ti voglio bene"
detto forse poche volte ma vissuto, nel concreto, giorno dopo giorno.
Nell'onirico, invece, l'artista vede altre sfaccettature della donna.
In "Nudo" (olio su masonite), c'è, ad esempio, la femmina
intrigante, sensuale e nello stesso tempo decisa, forte, di carattere,
che ti impone il suo sguardo penetrante e con quello la sua postura
vero "cantico" all'eros; uno sguardo anche graffiante di
un'intensità che fa respirare una sorta di speziato profumo
aggressivo di donna passionale ma mai volgare o strumentale.
Un'altra figura di Iezzi che lascia il segno è nella tela
"L'essere donna" con la femminilità e l'estasi di femmina
svestita... nell'azzurro e dove il linguaggio e il messaggio tra sogno
e sensualità, percorrono due binari: quello del corpo che racconta la
potenza dei sensi e quello del volto che, invece, comunica la passione
della mente, dell'anima combattuta tra desiderio e sentimento dove in
questo caso però, si annullano in un'unica forza emozionale per
"colpire" con decisione l'osservatore in tutte le sue
sensibilità.
Nelle opere di Mario Iezzi c'è un mondo intero fatto di affetti
ancestrali (il ritratto della madre fra dolcezza e determinazione di
donna pratica e perciò estremamente "terrena"), di ricordi,
di reminiscenze ma anche, se non soprattutto, di grande precisione
tecnica, di ricerca continua e di celebrazione della realtà
estremamente scrupolosa; una realtà dalla quale talvolta l'artista
prende , ma solo per un istante, temporaneamente congedo e soltanto
per dar ulteriore potenza al già deciso colore e alle emozioni che, a
pensarci bene, sono in fondo il sale stesso dell'arte e della vita.
Aprile 2005
Francesco Orio
(Giornalista)
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