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Mario
Nebiolo nasce
a Rivoli il 7 settembre 1956.
Vive e lavora a Savona.
Dipinge dall’età di quindici anni.
Ha
iniziato con l’insegnamento di Carlo Bossi suo grande amico, ora
scomparso.
Ha esposto presso la galleria S. Andrea di Pennone partecipando, tra
l'altro, alle famose collettive di Natale assieme ai pittori
"storici" savonesi (Bossi, Peluzzi, Collina, Caldanzano,
Bonilauri, ecc.).
Da
allora ha esposto in diverse personali e collettive presso varie
gallerie: Albisola, Varazze, Noli, Finale, ecc. ed in Francia: Aix en
Provence, Marsiglia.
Attualmente
ha un rapporto di collaborazione con la galleria Laurin di Aix en
Provance.
La sua pittura, dal punto di vista della forma espressiva, si rifà alla
tradizione impressionista e post-impressionista ed è orientata ad una
ricerca continua, portata avanti, nel tempo, sulla luce e sui volumi
modellati dalla luce stessa e dal movimento, con influenze di Bonnard,
Boccioni, Balla.
Ma
al di sotto della forma apparente, del colore e della luce, c’è il
tentativo di fermare e trasmettere un’emozione forte che è alla base
di ogni opera dell’artista e che trae origine da quella materia
emotiva, viva, pulsante e perentoria in cui confluiscono memoria,
nostalgia e sogno.
Emozione
che da la vita alle stesse forme, ai colori e alla luce attraverso i
quali, l’autore, non può fare a meno di esprimersi in quanti essi
sono i messaggeri di quella stessa materia misteriosa.
Così da impressioni coloristiche, rese vive dall’immaginazione e dai
ricordi, nascono i suoi interni di soffitta, i suoi porti, le sue
periferie, null’altro che tentativi consapevolmente vani, di esprimere
usando la realtà più onesta, l’inesprimibile atroce, tormentosa,
inestinguibile emozione.
Dopo
varie esperienze pittoriche, da alcuni anni ho iniziato la "Pittura
Acrobatica".
Su
pareti di cava, muraglioni cittadini di roccia e cemento, in ambienti
degradati e tra sfasciumi di roccia friabile ho iniziato a immaginare o
piuttosto vedere figure sempre più grandi, e a tirarle fuori col colore
e un normale pennello, utilizzando chiodi e tecnica alpinistica (infatti
arrampico).
Alcune
di queste foto sotto pubblicate si riferiscono all'ultimo lavoro che ho
finito da poco su una grande cava dismessa nel Comune di Toirano.
E'
per ora l'ultimo di una serie di figure che rappresentano i contadini
del posto e i vecchi operai della cava, di quando si lavorava a mano a
colpi di mazza e palanchino a buttar giù le pietre tra mille pericoli e
fatica bestiale.
Opere
finora realizzate:
Comune
di Finale Ligure (Sv) - Cave di Val Cornei Bric del Frate e Vezzi Portio
Comune
di Genova - Muraglione di roccia e cemento in Via Dino Col (dietro al
Matitone)
Comune
di Magliolo - "La Ferrata degli Artisti"
Comune
di Toirano - Ex cava Marchisio, davanti al Piazzale delle Grotte di
Toirano
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