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Come
in un sogno felice
sui piccoli tetti di zinco
il violinista suona la stessa
impercettibile
eterna melodia.
In
cosa può sperare
chi non ha nulla?
Questo è il mio mondo
da strappare all'oblio
il mio perduto paradiso
e la bellezza risuona
nell' esplosione del viola
nell'armonia
delle linee
che
dolcemente s'incurvano
ad
esaltare la misteriosa
malìa
del colore
denso di memoria
nostalgia dell'infanzia
nelle casette allineate
nel libero fluttuare di figure
librate
in volo festoso
mentre si affaccia curioso
nel cantuccio un piccolo animale
a
raccontare la vita quotidiana
e
tutto intorno è musica.
Sento il pulsare del cosmo
immerso
in una luce primordiale
che
penetra nell'anima
e il ritmo delle cupole che brillano
di
riflessi infiniti
e irradiano un'eco silenziosa
a noi che navighiamo arditamente
nel
cielo blu del destino. |