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AVIS
SAVONA
Tessiamo la grande rete d'oro e d'amore
col calore affettuoso del nostro cuore.
Tutte le mattine sorge il sole all'orizzonte
Tutte le mattine ci sono persone pronte
a compiere il rito misterioso e affascinante
del dono del sangue purpureo e brillante.
Non versano il sangue del nemico ucciso
ma versano il proprio per portare un sorriso,
facendo la guerra incessante alla morte
strappando persone a una misera sorte,
a malati, a persone sulle strade schiantate,
a lavoratori caduti sulle moderne barricate;
perché il benessere odierno di sangue gronda
ogni oggetto che tocchiamo il sangue lo innonda.
Passano gli anni, il capello si fa grigio
e sempre il donatore al suo dovere è ligio.
Passano gli anni, il capello si fa bianco,
ma ancora di dare il vecchio non è stanco.
Chi dice, ottenebrato, che al mondo non c'è amore
vada alla mattina all'AVIS a riscaldarsi il cuore.
Donare è possibile perché all'AVIS i volontari,
medici, infermieri, aiutanti e funzionari,
nel gelo del mattino, nei più sperduti paesi,
qualunque sia il tempo a far prelievi sono tesi;
a Urbe e a Calizzano, a Bardineto, a Sassello
insomma dovunque l'AVIS trova un fratello.
D'estate e d'inferno, quando è più duro andare
i soldati della vita sono pronti a prelevare
il sangue preziosissimo, a portarlo all'ospedale
sorgente di salvezza per chi si sente male.
Stesa su Savona è la rete d'oro e d'amore,
dagli avisini col calore del loro cuore.
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EMIGRAZIONE
Vai, striscia in ginocchio da tutti umiliato
la tua Italia matrigna ti ha abbandonato.
Eravamo raminghi, sulla terra pezzenti
per noi i lavori più duri, vivevamo di stenti,
il pane degli altri era amaro da mangiare
in paesi senza sole, non ci facevano parlare.
A dura vita, a dura disciplina muti, derisi
solitari stavamo, le nostre vite senza sorrisi,
senza famiglia, senza fiori e senza sole
struggendoci per l'Italia e le sue belle aiuole.
Con amarezza lasciammo i nostri paeselli
eravamo sfruttati dai nostri stessi fratelli,
miseria senza requie e la fame e la fatica
per il povero non c'è alcun Dio che lo benedica.
Quanto coraggio ci voleva a emigrare,
il giogo durissimo andare a sopportare.
Nel sud della Francia fu il crudele massacro
nelle pietre il sangue faceva un lavacro.
In America a Chicago Italiani massacrati
da probi cittadini, ma razzisti spietati.
In Germania erano trattamenti disumani
vietato era l'ingresso ai cani e agli Italiani.
Mandavano il denaro del loro sangue intriso
perché la loro famiglia avesse un sorriso.
Mandavano il carbone del loro sangue intriso
i morti a Marcinelle son tutti in paradiso.
A Mattmark Italiani sepolti senza croce
mai più le loro madri ne sentirono la voce.
Il fisico d'acciaio, il coraggio dei leoni
grandiosi a sopportare fatiche e umiliazioni.
All'estero, nel mondo da tutti disprezzati
dai nostri governanti derisi e abbandonati.
Figli di un Dio minore, di una patria matrigna
raminghi per il mondo sotto una sorte maligna.
Gli ebrei da millenni sulla terra italiana
nel '38 abbiamo fatto una legge disumana.
Non servì il loro sangue per l'Italia versato,
furono condannati a un destino spietato.
Subirono la Diaspora dai cattolici italiani,
qualcuno si salvò con sforzi sovrumani.
Gli altri subirono nei lager il martirio
contente l'Italia e la Germania nel delirio.
Decine di ebrei salvati a rischio della vita,
migliaia di denunciati, la lor fiducia tradita.
Fra i Giusti di Israele centinaia di italiani,
migliaia di italiani si infangarono le mani.
Benvenuto allo straniero, non sia fonte di paura
facciamo sì che la sua sorte non sia dura.
Spesso è un proscritto e in miseria langue
per arrivare da noi paga il tributo di sangue.
Non viene a trionfare, ma viene a sopportare
diamogli affetto, un posto da riposare.
Onore sia alla Madonna dei clandestini,
una dottoressa che tentava di alleviarne i destini,
e provava a rianimare un africano morente
sulla spiaggia italiana, sotto il sole cocente.
Avvolgiamoli di affetto, di dolcezza e di calore
diamogli un dono prezioso, diamogli l'amore.
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I
MORTI DELLA RESISTENZA
Seconda guerra, l'Europa si strappa il cuore
assieme l'Italia e la Germania nel delirio
milioni di persone subirono il martirio
per salvare la democrazia, fu un atto d'amore.
L'Italia entrò in guerra del tutto impreparata,
il sogno criminale, il Risorgimento tradito
avere terre altrui è un crimine inaudito,
senza riserve, male armata ed equipaggiata.
L'attacco alla Francia e all'amica Inghilterra,
e anche alla Russia, fu un terribile calvario
la neve fu per molti un gelido sudario
solo pochi ritornarono nella nostra terra.
Nelle pianure russe, nelle immense steppe
la fame, la fatica, stretti dal gelo implacabile
dei sovietici subirono l'attacco inesorabile
inghiottiti dalla neve, più nulla di loro si seppe.
Viene l'armistizio, la sventura li ha azzannati
migliaia di soldati sepolti senza croce,
mai più le loro madri ne sentirono la voce
partono nelle tradotte gli italiani deportati.
Inviati dai tedeschi nelle loro lugubri lande
le caligini nordiche, i campi di prigionia
stremati dalla fame, il freddo, la malattia
mentre i fascisti mandavano le loro bande
a cercare i fratelli per darli allo straniero,
a scovare gli ebrei in ogni nascondiglio,
ascoltando delle spie ogni lubrico consiglio,
l'Italia ha vissuto il suo periodo più nero.
I fascisti li cercano con l'impegno più crudele
i soldati tedeschi non li avrebbero trovati,
e moltissimi ebrei potevano essere salvati
e alcuni lo furono dai Giusti di Israele.
No, non fu, come dicono una guerra civile
i traditori alleati alla potenza straniera
destinavano i fratelli alla sorte più nera
non ci fu al mondo comportamento più vile.
I boia furono più fascisti che tedeschi
alla madre Italia strapparono il cuore,
il sole inorridiva vedendo il disonore
le insegne dei traditori erano i teschi.
Erano disprezzati dal loro stesso alleato
la pietà era morta, vendevano i fratelli
li descrivevano come malfattori e ribelli
li condannavano a un destino spietato.
I partigiani combattevano senza paura,
inesperti di guerriglia, laceri e male armati
sulle gelide montagne aspramente braccati
li aspettava la deportazione la morte, la tortura.
Ogni giorno un martire veniva crocifisso
scorreva il sangue a fiumi, le case incendiate,
Marzabotto e Boves, le persone sventrate,
l'Italia stava scivolando nell'abisso.
La Resistenza reclutava nuovi partigiani,
riscattarono l'Italia con l'aiuto alleato
la morte della patria hanno scongiurato
morire adesso per essere liberi domani.
Molti morirono piuttosto che stare servi
sotto il ferreo giogo di una nazione straniera,
costruirono il mito dell'Italia più fiera;
fu leggendaria l'epopea dei fratelli Cervi.
Fu il mondo inorridito da un simile delitto,
bisogna risalire a storie bibliche, a Omero
agli Atridi, ai profeti, a Babilonia ed Assuero
per vedere un eccesso simile descritto.
Poi … la fine, si dissolve l'incubo angoscioso
non più spari, non più sirene laceranti
calma la bufera, solo silenzio e pianti
nell'Italia stremata dal lutto doloroso.
È il '45, l'Italia è in ginocchio, umiliata
al cospetto dei popoli, colpevole, sconfitta
con lutti e distruzioni e nel cuore trafitta,
cumuli di macerie, dai massacri straziata.
Di terre sacre la nostra patria è depredata,
migliaia di caduti, dilaniata dalle bombe
ogni sua contrada è ricoperta di tombe,
in ogni suo angolo l'Italia è diroccata.
Da tutto il mondo tornano i prigionieri,
torneranno alcuni con ritardo di anni,
allo stremo delle forze e pieni di malanni
hanno vissuto i loro giorni più neri.
È il '45, l'Italia deve render conto
del male fatto, delle guerre scatenate:
la Spagna, la Grecia e l'Albania massacrate
troppe nazioni hanno subito l'italo affronto.
L'Italia alza la testa, dal male riscattata:
presenta al mondo le schiere sanguinose
dei martiri caduti per le idee più luminose
l'assemblea dei popoli tace: è appagata.
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IL
CENTRO TRASFUSIONALE DI SAVONA
I giornali riportano dei medici gli errori
ma ignorano degli ospedali i grandiosi tesori.
Solo pochi ricordano i milioni di guariti,
neonati operati al cuore appena partoriti.
Le mani riattaccate, le protesi stupende
le ferite richiuse, liberate dalle bende.
I visi ricostruiti con le plastiche facciali,
il grande ospedale cura tutti i nostri mali.
Nostra sorella morte frequenta gli ospedali
per mettere alla prova il coraggio dei mortali.
Bambini ormai morenti strappati dalla tomba
il grido di gioia dei medici rimbomba.
La signora del mondo osserva compiaciuta,
non esita a sorridere vedendosi battuta.
Nel corpo della città, nel sistema arterioso
volano le ambulanze col volontario glorioso.
Squillano le sirene con angoscia estrema
portando i moribondi alla salvezza suprema.
Finalmente il pronto soccorso, l'ansia concitata,
l'intuito fulmineo ha un'altra vita slavata.
I drammi sulle strade, i parti in ambulanza
la stella di Valloria irradia la speranza.
Pulsa il cuore immenso dell'enorme ospedale
è un porto di speranza per chi si sente male.
L'immensa complessità, gli smisurati magazzini
migliaia di medicinali a salvare i destini.
L'immensa complessità delle cucine e dei pasti,
la distribuzione, i gas tecnici e riparare i guasti.
Chilometri di cavi, di tubi e di condotte,
il grande ospedale pulsa, vivendo giorno e notte.
E medici, infermieri, aiutanti e volontari,
silenziosi combattono per salvare i nostri cari.
L'uomo sarebbe misero e solo sulla terra
se l'ospedale al pericolo non facesse la guerra.
A sostenere l'ospedale accorrete volontari
con opere, assistenza e dono di denari.
Ma sotto a tutto scorre un grande fiume ardente
donato alla comunità senza chiedere niente.
Un fiume di sangue donato all'ospedale,
la fonte della vita per chi si sente male.
Per gli italiani e gli stranieri alleviato è il dolore
Il sangue umano è rosso, è di un unico colore.
Il rosso della bontà, il rosso dell'amore
nessuno è straniero per il dono e l'onore.
Correte clandestini il vostro sangue a donare
per salvare i malati che non possono aspettare.
Le donne destinate al parto sanguinoso
spesso sono salvate dal dono generoso.
Arrivano operai nei cantieri schiantati,
con ferite lancinanti, con i visi sfigurati.
La gioventù in atroci incidenti macellata
ha bisogno di sangue per essere salvata.
Organi trapiantati sono vampiri di sangue
senza il vermiglio liquido il malato langue.
Nel centro trasfusioni efficiente e ovattato
tonnellate di sangue ogni anno è trattato.
Le mani leggere come farfalle delicate
piantano gli aghi nelle vene già provate.
Non si sente nulla, comodamente sdraiati
mentre il sangue fluisce per salvare i malati.
Un'attenzione vigile e tanta gentilezza
fanno della donazione un momento di bellezza.
Coloro che non vedono la Sanità "buona"
vadano a vedersi il Trasfusionale di Savona.
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LA
FIGURA FEMMINILE NELLA VITA CONTADINA
Alla contadina incinta si ruppero le acque
quando zappava la terra, curva e stremata,
dal feroce marito aspramente incitata,
sulle zolle insanguinate il suo bambino nacque.
Questa era la donna, dello schiavo schiava,
lavoro incessante e mancanza di riposo
brutalmente comandata e stuprata dallo sposo
spaccava la legna, nel ghiaccio i panni lavava.
Dalla dura tirannia della dura famiglia
passava subito sotto suoceri inflessibili
cominciavano anni troppo spesso terribili
e trasmetteva la schiavitù attraverso la figlia.
Sorvegliata, comandata, con la bocca guardata
perché non mormorasse alcuna ribellione
perché non esprimesse alcuna sua passione
animale da lavoro, come animale sfruttata.
I parti nella stalla per non macchiare le lenzuola,
da una dura praticona assistita con fastidio,
la morte di parto era quasi un omicidio
morendo, la sua figliolanza lasciava da sola.
Arrivava la matrigna, il padre si risposava
tempi duri per i teneri bambini non amati,
troppe volte affamati, maltrattati, rifiutati,
troppe volte il freddo orfanotrofio li aspettava.
Per pulire il riso c'erano solo le mondine,
un lavoro da schiave e quindi solo per le donne,
che per molte ore con raccolte le gonne
tra bisce e zanzare e fatica, sulle acque chine.
Era anche troppo pesantemente caricata
con grossi pesi per chilometri portati
coi teneri corpi dalla fatica schiantati,
altro duro lavoro appena era arrivata.
Tuttavia questa donna schiava era potente,
l'anello forte le chiamava Nuto Revelli
in uno dei suoi libri più tragici e più belli,
perché invincibile come il sole ardente.
Aveva tante capacità di lavoro e intuitive
i misteri antichi della cucina conosce
la malia aveva nella bellezza delle cosce
di amore le persone non lasciava mai prive.
Era una bella donna opulenta e formosa
con belle forme da accarezzare e da vedere,
tutti incantava con le movenze del sedere,
con la sua andatura sensuale e armoniosa.
Trasmetteva i segreti del corpo, sapeva le cure
conosceva le erbe e le fasi della luna
a volte sapeva anche predire la fortuna
la casa era nelle sue mani dolci e sicure.
Come tutte era portatrice di immensi poteri,
il suo ciclo affascina l'umanità da millenni
un segreto di cui si parlava solo per accenni
come la gravidanza e altri suoi misteri.
Donna potente, le masche o basue o strie,
la nonna ripiena di arcana sapienza
che trasmetteva alle sue nipoti con pazienza
insieme a proverbi, modi di dire e poesie.
Erano anche spesso cantanti eccezionali
memorizzavano molte canzoni antichissime
si sentivano cori di voci dolcissime
a casa, sulle colline, nelle pianure e in cascinali.
Di tempi bucolici qualcuno farnetica,
una costante era il massacro della donna
mentre il maschio pregava la Madonna,
ma per la dolce moglie una fatica frenetica.
Con la Grande Guerra finì la vita patriarcale
migliaia di maschi morirono sul Piave
salvarono l'Italia, la situazione era grave,
mutilati, invalidi, morenti all'ospedale.
Seconda guerra, l'Europa si strappò il cuore
milioni di maschi subirono il martirio
per accontentare della Germania il delirio,
salvarono la democrazia, è questo il loro amore.
Nelle pianure russe, nelle immense steppe
la fame, la fatica, stretti dal gelo implacabile,
dei sovietici subirono l'attacco inesorabile,
dalla neve inghiottiti, nulla di loro si seppe.
Viene l'armistizio, la sventura li ha azzannati
migliaia di soldati sono sepolti senza croce
mai più le loro madri ne sentirono la voce
dai paesi partono le tradotte dei deportati.
I maschi muoiono sulle moderne barricate
perché il benessere attuale di sangue gronda….
Ogni oggetto il sangue del maschio lo inonda
ogni giorno maestranze nei cantieri schiantate.
L'epopea contadina è ormai quasi finita
nel bene e nel male è scomparso tutto un mondo
misterioso, audace, violento e pur fecondo,
la donna contadina tace, ormai è sparita.
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LA
PIU' GRANDE PAURA
L'orrida paura è la sorella della morte
gelide, livide, lugubri e angoscianti,
due cose suscitanti orrore e pianti,
toccano all'uomo, questa è la sua sorte.
Tra le due la morte è assai meno dura
perché così è scritto nel nostro destino,
a volte la cerchiamo nel nostro cammino
ma proprio nessuno ha cercato la paura.
Essa ha molti aspetti, tutti spaventosi,
orribili larve del destino umano,
viscidi tentacoli dal potere sovrumano
opprime l'uomo coi suoi lemuri bavosi.
La paura del buio è sempre più terribile,
sparisce la luce, si spengono i fanali
si alzano i fantasmi a opprimere i mortali
non c'è difesa dal terrore indicibile.
Non serve il coraggio, arriva di sorpresa
il brivido atroce, il velenoso serpente
lubrico e gelido, che striscia nella mente
e suscita un morbo a cui non c'è difesa.
Volano nella notte vampiri ed ectoplasmi;
arrivano maligni alle finestre dei dormienti
che provano orrore nelle loro menti,
mostri, lemuri, incubi e fantasmi.
Ma la cosa atroce è che li abbiamo nella testa,
se cala il buio li proiettiamo di fuori
vediamo cose orrende, sentiamo rumori
si rasenta follia per la paura funesta.
Stasera mi chiudo nella mia casa sicura
chiudo le finestre, le persiane e le porte
sono sicuro di aver chiuso fuori la morte;
mi giro: un volto orrendo, ho chiuso dentro la paura.
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LIBERTA'
La libertà è una dea che gronda sangue,
se non c'è sacrificio si nasconde e langue.
Per averla , a volte la guerra è necessaria
per eliminare la genie totalitaria.
Quanti per la libertà si sono immolati,
a quanti eroi dobbiamo essere grati.
Se possiamo parlare senza essere condannati,
se si leggono i giornali senza essere spiati,
dire la nostra opinione contro chi ci governa,
lode ai nostri eroi, gratitudine eterna.
Dormire nella nostra casa calda e sicura
non temere la violenza e la dittatura.
Corone d'alloro ai prodi, alla costituzione,
da loro prendere esempio e lezione.
Nella storia il diritto è stato spesso assente
la libertà è un fiore che fiorisce raramente.
Noi che l'abbiamo teniamocela cara.
Non invochiamo dittature o regimi in cui si spara.
Benvenuto allo straniero, che non ci faccia paura,
no al razzismo, alla pena di morte, alla tortura.
Spesso è un esule, proscritto, o in miseria langue
per avviare da noi paga il tributo di sangue.
Non viene a trionfare, viene spesso a sopportare
diamogli affetto, un posto da riposare.
Eravamo raminghi , sulla terra pezzenti,
per noi i lavori più duri, vivevamo di stenti,
il pane degli altri era amaro da mangiare,
in paesi senza sole, non ci facevano parlare.
A dura vita, a dura disciplina, muti, derisi
solitari stavamo, vite senza sorrisi,
senza famiglia, senza fiori e senza sole
sospirando l'Italia e le sue belle aiuole.
Le tenebre in Europa nella prima guerra,
gli imperi trionfavano, invasa la nostra terra.
In aiuto della democrazie stremate dagli imperi,
accorse gente nobile, popoli a noi stranieri.
Accorsero amici sul fronte del Piave,
a sostenere l'urto austriaco, la situazione era grave.
Nella seconda guerra, le tenebre sul mondo
gli alleati il mostro sconfissero a fondo.
Nella seconda guerra avemmo tanti torti,
sul suolo italiano 52.000 alleati sono morti,
migliaia di partigiani cercarono il riscatto
morirono con sole in fronte, fieri del loro atto.
Migliaia di soldati sepolti senza croce,
mai più le loro madri ne sentirono la voce.
Migliaia nei lager subirono il martirio
per accontentare della Germania il delirio.
Tornarono i prigionieri, chiusi in silenzi lancinanti,
non potevano parlare, avevano il buio davanti.
Ci siamo riscattati dal fango e della povertà,
abbiamo cure e pace, abbiamo la libertà,
però dobbiamo agire, andare per gli sventurati,
dimentichi di noi stessi, devono essere aiutati.
Perciò viva l'Italia, viva la libertà,
grazie al cielo, al destino, al bel futuro che verrà.
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VOLARE
L'uomo ha insopprimibile il desiderio di volare
vincere la gravità, la madre terra abbandonare.
Nel mito greco Icaro era il simbolo del volo
ma per la troppa audacia si è schiantato al suolo.
La superbia umana gli dei in lui punirono,
ma le speranze audaci nell'uomo non morirono.
Volano lievi nell'aria le creature più belle
come gli splendidi uccelli e le cadenti stelle.
Volano gli angeli nel Paradiso del Signore
portano il conforto a che non ha avuto amore.
Volano le anime dei giusti dritte in cielo
verso la Madonna che li copre col suo velo.
Lo spirito di Perseo dai Campi Elisi volò in terra
a confortare i Greci costretti a mortal guerra.
La Nike di Samotracia volò con le grandi ali
a Maratona, la vittoria fu dei greci immortali.
Mentre il dio Mazda abbandonava i suoi Persiani
e volava a nascondersi dalla Persia agli altopiani.
Fedippede per annunciare ad Atene la vittoria
volò quanto può un uomo, morendo nella gloria.
Volava la vittoria sulle navi greche a Salamina
mise in fuga i Persiani e fu la loro rovina.
La notizia nel Mediterraneo volò della vittoria,
salve la poesia e l'Europa, fu dei Greci la gloria.
La musica di Orfeo volava dolce sulle selve
per ascoltarla meglio si avvicinavano le belve.
Volavano le Arpie, le arpe eolie ad ascoltare,
si avvicinavano anche le pietre sentirle suonare.
Volava di Orfeo la musica a sedurre Plutone
perché liberasse Euridice, perduta per passione.
Dal vaso di Pandora usciron tristi tutti i mali,
e volarono sulla terra a opprimere i mortali.
La mitologia greca è di abbagliante bellezza,
é di rubini e smeraldi, vola ad eccelsa altezza.
La tragedia greca è di grandiosa potenza
illumina le tenebre, dà bellezza e sapienza.
Spesso nel sonno tutti sognamo di volare
é il simbolo di una fuga che non possiamo fare.
Vola la dolce musica, melodioso vola il canto,
per tutti sono gioia, per chi ha sofferto tanto.
Vola il suono nell'aria, o il mondo sarebbe muto
un'idea spaventosa come un incubo temuto.
Ma volano anche streghe, vampiri ed ectoplasmi
mostri spaventosi, lemuri, incubi e fantasmi.
Ma vola soprattutto il pensiero sull'ali sue dorate,
invincibile, audace, che non accetta barricate.
Alle esigenze di ogni giorno è l'uomo ancorato
ma chi con la mente vola è veramente fortunato.
La democrazia moderna nella seconda guerra
fu salvata dal volo nella battaglia d'Inghilterra.
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