Giuseppina Varone

 

Categoria  Poeti

Indirizzo:   Via G.B. Monti 24/14

Città:  16151 Genova

Telefono:  010 6435303

Cell.:  347 0673542

Sito web:  

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E-mail:  

Data adesione:  Luglio 2008

Fotografia

 

 

Giuseppina Varone, nata nel 1957, risiede e lavora a Genova.


Ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo vari riconoscimenti.

 

Le sue composizioni sono state selezionate per la pubblicazione in diverse antologie.

 


Premi vinti e segnalazioni:


- 3° classificata al Premio POETI DELL'ADDA 1996 Club degli Autori-Melegnano (MI);


- 3° classificata al Premio PENNA D'AUTORE D'ORO 1997 - Torino;


- Premio speciale della giuria LlGURIA-MONTALE 1997 Sestri Levante (GE);


- 3° classificata al Premio CITT A' DI MELEGNANO 1997 Club degli Autori;


- 4° classificata al Concorso CERCASI AUTORE 1997 Taurus Editrice - Torino;


- 1 ° classificata per la sezione ECOLOGIA ED AMBIENTE del Premio LIZZA D'ORO 1997 -

  Marina di Carrara (MS);


- Menzione d'onore al Premio MAESTRALE-S.MARCO 1998 Sestri Levante (GE);


- 3° classificata nelle edizioni 1998 e 1999 del Premio FOEMINA D'ORO - Ass. La Vecchia

  Lizza Marina di Carrara (MS);


- Menzione d'onore al Premio GENTE DI LIGURIA 1999 - Edizioni Bacherontius - S. Margherita 

  Ligure (GE);


- Segnalazione di merito Concorso LE STELLE 2002 - Centro Culturale Le Stelle CENGIO (SV);


- segnalazione di merito Premio MONTAGNE D'ARGENTO 1997 Edizioni Keltia - Aosta;


- 1 ° premio sezione "Gli anziani" Concorso PENNACALAMAIO 2007 - Ass. ZACEM - Savona;


- 1° premio al Concorso POETANDO CON I DEL CARRETTO Caarteiv 2008 - Millesimo (SV).


 
 

 

 

 

Le poesie qui riportate sono contenute nella raccolta

CERCANDO L'ETA' MIGLIORE di Giuseppina Varone

 

 

Dal Capitolo INFANZIA


BAMBINI DI CITTA'


Chi vi restituirà, piccoli, 

i prati distesi,
ora coperti
da serpi d'asfalto?


Chi potrà donarvi 

il piacere del tatto 

a sfiorare lieve
il velluto dei fiori?


Chi mai saprà darvi 

l'ebbrezza infinita 

d'una corsa priva
di ostacoli a motore?


E la gioia di tirare
calci violenti a un pallone 

senza maglie di recinti 

o vetri infranti?

 

 

 
 

Dal Capitolo ADOLESCENZA


ALBA DI PRIMAVERA


E' l'alba d'un giorno infinito;
il mare si accinge a distinguere 

la sua calma distesa dal cielo, 

mentre lente tornano al porto 

(chiusa la pesca) le lampare 

e il riverbero dei loro lumi
ora, nell'acqua schiarita,
con nuove luci si confonde.


Nell'aria, odorosa d'umida
terra e d'erba appena nata,
un canto sommesso di rondine 

sale più alto, poi si diffonde
tra il silenzio dell'ultimo sonno 

(che precede, profondo, il risveglio) 

e la voce del mare, ansimante
a intervalli su spiagge deserte.


Tutto è fermo nel tenero 

indugio dell'alba, sospeso
in un attimo di pura irrealtà; 

ma io non riesco a protrarre 

più a lungo l'attesa del sole, 

nè a frenare gl'inquieti pensieri 

che precorrono il giorno 

cercandovi indizi di felicità.

 

 

 
 

Dal Capitolo ADOLESCENZA

 

L'EROE DEL DUEMILA


Sull'asfalto giace riverso
di primo mattino
l'eroe del Duemila:
disarcionato da un cavallo a motore 

assaggia la polvere.


Con gli occhi sbarrati 

imprime ai pensieri 

l'aspetto del cielo inquinato 

per cercarvi smarrito
un motivo d'esistere.


Qualcuno gli regge la testa 

attendendo impaziente 

l'urlo angosciante di sirena 

per la folle corsa
al porto della salvezza.


Tempo fa gli eroi partivano 

verso terre sconosciute 

portando il saluto di amici 

e qualche amuleto
per propiziarsi la fortuna.


Ora il viaggio è più breve
lungo la strada piana,
il solo saluto è un cenno di mano 

che afferra svelta
il casco di ferro a colori.


Quale poema scriveremo
sugli eroi del Duemila?
Troppo veloci per capirne la meta 

e spesso sdraiati nel muto sgomento 

della morte vicina.

 

 

 
 

Dal Capitolo ADOLESCENZA

 

QUANDO GLI ANNI SONO POCHI


Dicono sia bella la vita 

quando gli anni sono pochi 

e ancora stesi su corde 

come bandiere da asciugare.


Dicono sia ilare il sorriso
di chi ancora non ha intuito 

l'ignominia della decadenza senile, 

di chi ha sempre fresca e intatta 

la memoria, di chi percorre 

strade infinite senza stancarsi mai, 

di chi scopre l'amore.


Dicono sia grande la prima volta 

d'ogni cosa, le scoperte fatte per caso 

dei grandi misteri della vita,
le illusioni ancora appese
al filo d'una qualche ingenuità.


Dicono sia bella la gioventù
anche quando è infelice e complessa, 

perché resta seducente promessa 

di un'infinita vita migliore.


Dicono sia bella l'età più breve
anche quando ha il gusto del dolore, 

l'aspetto di guerre e altre violenze, 

l'odore di pesanti fatiche;
bella anche quando divieti d'ogni sorta 

insegnano a fermarsi ai punti di partenza 

e a sopravvivere senza scegliere mai.

 

 

 
 

Dal Capitolo MATURITA'

 

ALTRA VITA


In un'altra vita
in un altro tempo
avrei potuto essere
il dardo vibrante
pronto a scoccare
dalla corda tesa d'un arco 

volto contro i soprusi,


oppure
il fiero navigatore 

dominante sicuro 

anche il mare 

più ignoto
dalla prua
del suo veliero,


o ancora
l'agile destriero 

lanciato a sfidare
i sentieri più impervi 

col coraggio sfrenato 

d'un galoppo armonioso 

e inarrestabile.


Vivo invece,
nel mio tempo 

incredulo,
una vita di farfalla 

dalle ali piegate 

nell'inutile attesa 

del suo primo volo.

 

 
 

Dal Capitolo VECCHIAIA


INDIZI D'INVERNO


Il cielo, sereno,
al tramonto
s'oscurò repentino 

con strati pesanti
di nuvole
e l'aria rotolò, 

improvvisa e già fredda 

d'autunno,
per il pendio multicolore 

del monte,
tirandosi dietro
un velo di nebbia 

umida e sottile 

presaga di pioggia: 

gl'indizi annunciavano 

giorni più tetri
e meno clessidre
da rovesciare 

nell'attesa uggiosa
del grande riposo 

invernale.