Luigi De Rosa

 

Categoria  Poeti

Indirizzo:   Via Fossato Di Monti, 27

Città:  16035 RAPALLO (Ge)

Telefono:  

Cell.:  347 0588349

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E-mail:  luigideros@aliceposta.it 

Data adesione:  Agosto 2007

 

 

Luigi De Rosa, di famiglia partenopea ma cresciuto in Liguria, laureato a Genova, abilitato in filosofia e storia, psicologia e pedagogia, dapprima si dedica all'insegnamento secondario, poi all'amministrazione scolastica e giunge a ricoprire la carica di provveditore agli studi a Trieste, Alessandria, Torino, Savona e Bergamo, nonché svolge funzioni di Sovrintendente scolastico in Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria. 

Fin dal 1952 si dedica anche all'attività di giornalista-pubblicista e di scrittore. 

Collabora con poesie, racconti, saggi, a riviste letterarie di ogni regione d'Italia, e a giornali quotidiani come Messaggero Veneto, Il Gazzettino, Il Secolo XIX, Stampa Sera. 

In poesia pubblica Risveglio veneziano ed altri versi, 1969, di cui fa uscire una seconda edizione, rivista ed ampliata, nel 2005. 

Frattanto, poco dopo l'esordio poetico, in prosa esce il romanzo La ribellione di Giano

Dopo un lungo silenzio poetico, durante il quale prevale l'attività giornalistica e di promozione culturale, si realizza il ritorno alla poesia con l'uscita del libro Il volto di lei durante, nel 1990, successivamente ripreso in una edizione modificata del 2005, in cui si manifesta con maggiore agio la carica di umanità e di attenzione all'ascolto delle voci profonde della vita. De Rosa è inserito in numerose antologie; ha partecipato a convegni, letture poetiche, incontri di cultura e dibattiti sulle poetiche, essendo studioso e critico letterario, nonché giurato di premi letterari. 

A sua volta risulta vincitore di numerosi premi, tra cui il Francesco De Sanctis indetto dal centro culturale Mario Pannunzio di Torino, presieduto da Mario Soldati e Pier Franco Quaglieni. Nel 2003 riceve la targa del Senato della Repubblica al premio Maestrale di Sestri Levante. Nel 2005 riceve, a La Spezia, il premio alla carriera, "per una vita dedicata alla cultura e alla poesia", al Premio Vai di Vara. Sempre nel 2005 ha vinto il Premio di Poesia Teramo e il Premio di Poesia Il Tripode-Crotone (Associazione Cylone, Provincia e Comune di Crotone).


Hanno scritto, sulla sua poesia, numerosi scrittori, tra cui Diego Valeri, Giorgio Barberi Squarotti, Maria Luisa Spaziani, Mario Soldati, Sandro Gros-Pietro, Silvano Demarchi, Elio Andriuoli, Liana De Luca, Rodolfo Tommasi.


Vive a Rapallo. 

 

 

 
 
 

 

"In Luigi De Rosa c'è un vero temperamento poetico, con facoltà di felici invenzioni che non sono, naturalmente, solo verbali, ma sentimentali e fantastiche, prima di essere parola. La pianta della sua poesia è delicata e generosa."


Diego Valeri 

dalla nota critica alla prima edizione di Risveglio veneziano ed altri versi

Del Bianco Editore, Udine, Pordenone 1969. 

(La seconda edizione è uscita con le Edizioni Maestrale

Sestri Levante, nel marzo 2005).

 


"L'originalità e il valore della poesia di De Rosa è in quel brivido che si avverte sempre, anche nei momenti di più abbandonata e ilare inventività e di più lieto riassaporamento della memoria, di consapevolezza che il lungo sogno dei sensi e dei sentimenti è un dono raro e quello della poesia è un privilegio altrettanto prezioso ed eccezionale. Allora la poesia di De Rosa acquista una profondità di echi che non le attenua lo slancio vitale, ma lo rende metafora viva di un' idea dell' esistenza e del mondo che intrepidamente proclama l'ottimismo più sicuro, perché ogni gioia, della parola come dell'amore, èun valore che non si può perdere, una volta che sia stata goduta, e, dopo, fatto oggetto di celebrazione nella poesia. ... L'altra faccia di tanto entusiasmo di vita è, inevitabilmente, il senso del tempo che passa. Circola, a tratti di fronte alle immagini della gioia, l'affanno trepido per la brevità della vita e del piacere, per l'incombere della morte, a dare profondità di meditazione alla celebrazione dell' amore... "


Giorgio Barberi Squarotti 

(dalla prefazione al libro Il volto di lei durante

Genesi Editrice, Torino 1990, seconda edizione ibidem, 2005)

 


"L'autore ha scritto molto, in poesia e in prosa, e ha avuto importanti riconoscimenti... 

La sua poesia ha l'intelligenza, che vorrei dire montaliana, di non limitarsi all'idillio, alle suggestioni iniziali di uno sfondo di natura già di per sé tutt' altro che banale, ma di inserire nei versi un pensiero, una riflessione critica che sovente costituisce il bari centro del dettato. (Approdo in Liguria) è intessuta di tempo in ogni sua fibra (lo si può dire di tanti poeti ma non di tutti) presa com' è tra i poli dell'''autunno'' e della "ribellione", della delusione cosmico-esistenziale e della speranza, sui quali plana, visibile o invisibile, come nel libro precedente (Il volto di lei durante, Genesi, Torino) la stella polare dell'amore, amore vissuto, ricordato, esteso, universalizzato, motore ineliminabile della poesia, energia primigenia o primaria come quella del sole...
... Siamo grati a Luigi De Rosa per questo messaggio poetico di vitalità, di umanità, di fantasia. Ci invita a un viaggio delizioso che ancora una volta ci porta, con timbro suo personale, in atmosfere liguri punteggiate da nomi ormai favolosi in poesia, Genova, Monterosso, Rapallo...".


Maria Luisa Spaziani 

(dalla prefazione al libro Approdo in Liguria, Roma, 18 luglio 2005)

 


"Luigi De Rosa ci parla dell' eros, del sentimento antico ed eterno quanto lo può essere la specie umana... Il volto di lei, espressione stilnovistica e quasi angelicata, è calato nel durante, cioè in un'aderenza di realtà col concreto e con la materia, con la nozione del tempo, che tutto trasforma ed erode. Quel durante ha la doppia valenza temporale di contestualità al solo amplesso amoroso e di contestualità alla durata dell'intera vita trascorsa insieme: l'attimo e l'epoca, l'effimero e il durevole ovvero, per usare una metafora cara a Maurizio Cucchi fino al punto di averne ricavato il titolo di un suo libro, i! secondo o i! secolo. È proprio questo il caso del poeta De Rosa, che ridisegna il volto di lei durante più preciso, conciso, simbolico, profondo e meditato: quel "durante" ha acquisito maggiore profondità e durabilità, al punto che ora si distende in modo più esplicito, meno velato dal riserbo, come arcobaleno di presenza amorosa"


Sandro Gros-Pietro 

(dalla postfazione alla seconda edizione del libro Il volto di lei durante

Genesi Editrice, Torino, 2005)

 


"Un poeta ligure (sia pure di adozione) dedica alla sua terra un intenso lirismo, capace di trascendere la mera contemplazione, per fare di questa una preziosa lente volta all'analisi del dettaglio come emanazione qel percepirsi nell'essere; è quasi un rnicrocosmo, nel cui riflesso pulsa l'universo, quello scelto e frequentato da Luigi De Rosa, scrittore di indiscusso rilievo, che si divide con autorevole disinvoltura tra poesia e prosa."


Rodolfo Tommasi 

(da Arte e Pensiero, Edizioni Helicon, Arezzo 2005)

 


"L'intonazione della poesia di De Rosa raggiunge un risultato di fluida e sicura comunicazione penetrativa... Dall'intima elaborazione di una sensibilità da continuamente verificare sottraendola alla contemplazione passiva, la luce-guida del dettato si identifica nella tendenza a una forma quasi diaristica del verso ottenuta con originale vivezza."


Rodolfo Tommasi 

(Dizionario ragionato degli scrittori italiani del '900

Prefazione di Silvio Ramat, Edizioni Helicon, Arezzo 2004)

 


"Il libro di Luigi De Rosa, Il volto di lei durante, oltre a celebrare l'amore per la Donna, rivaluta la Natura, che spesso parla un linguaggio più umano di quello degli uomini e va diritto al cuore, come quando, dopo una faticosa giornata tra alti funzionari, apre la finestra dell'albergo e a sera sente la voce del mare, del vento, vede il primo balenìo delle stelle. È la Natura che torna al pensiero con la sua voce incontaminata e come contraltare alla macchinosa vita creata dagli uomini, che stanca e disaffeziona. Il dettato procede sciolto, tra fantasie, cronaca, scavi interiori, momenti di letizia ed altri di malinconia, specie nelle ultime composizioni, quando il poeta scruta il senso della vita e il dopo. Un discorso originale nella sua struttura verbale, di andamento spesso narrativo, sempre fresco, arioso, accattivante."


Silvano Demarchi 

(dalla recensione sulla rivista Nuovo Contrappunto, Genova

diretta da Silvano Demarchi, Elio Andriuoli e Guido Zavanone, ottobre-dicembre 2005)

 


"Nei testi di Luigi De Rosa non compaiono elucubrazioni e complicazioni semantiche o strutturali. Con aperto spirito "illuministico partenopeo" egli vuole farsi capire dal lettore. Eppure quanta sapienza metrica e compositiva nella sua scrittura! Qualità già evidenziate, nel corso degli anni, anche da Diego Valeri e Giorgio Barberi Squarotti, Marcello Fraulini, Ugo Fasolo e tanti altri. Anche quando viveva e lavorava in Friuli, e frequentava amici comuni come Andrea Zanzotto, Dino Menichini, Lina Galli, aveva dentro la nostalgia della Liguria (probabilmente perché nei suoi golfi aveva trasferito la malìa di quelli della Campania, come ha rimarcato Aldo Mola a Torino in occasione del Premio De Sanctis). E così ha sempre nutrito in sé la gioia della vita, cioè l'amore, punto fermo nel fluire indefinito e inevitabile del tempo. Al tema portante dell' amore si affiancano altri temi archètipi quali il viaggio, la fugacità del tempo, il rifiuto della violenza e delle ingiustizie..."


Liana De Luca 

(dalla presentazione della vita e delle opere di Luigi De Rosa 

al Cenacolo Orobico di Poesia di Bergamo)

 

 

 

 

 

 

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Con questo libro ha vinto il 

Premio Decennale ZACEM 2007 

nella sez. Libro Edito di Poesia 

1° Classificato.

 

APPRODO IN LIGURIA

Genesi Editrice - Torino

 

Questa nuova raccolta di Luigi De Rosa è intessuta di tempo in ogni sua fibra (lo si può dire di tanti poeti ma non di tutti) presa com'è tra i poli dell' "autunno" e della "ribellione", della delusione cosmico-esistenziale e della speranza, sui quali plana, visibile o invisibile, come nel libro precedente - Il volto di lei durante - la stella polare dell'amore, amore vissuto, ricordato, esteso, universalizzato, motore ineliminabile della poesia, energia primigenia o primaria come quella del sole.


Maria Luisa Spaziani

 

 
 

ENIGMATICO SILENZIO DI UN GIARDINO


Sciabordìo parlottìo urlìo, per amore di dio, 

lasciatemi assaporare il silenzio.


A una sfilata interminabile
di sederi, mammelle, pance nude, 

si alternano strepiti assordanti 

di motori e di armi,
sferragliare di treni,
strazi feroci di battaglie 

quotidiane,
occhi infidi di terminali, 

catastrofi naturali,
folla di facce umane e subumane 

impastate di assordante 

indifferenza.


Lasciatemi auscultare, per favore, 

il cuore del silenzio.


Grandi città splendenti e maleolenti, 

denaro e sesso, denaro e potere, 

tra vecchi e nuovi inganni,
tra vecchie e nuove ingiustizie...


Lasciatemi assaporare, ogni tanto, 

il variopinto, enigmatico 

silenzio di un giardino!

 

 
 

LA CASA DEL POETA


Eppure ci sarà quel marchio invisibile 

quella piccola brace inestinguibile
- in qualche parte dell'"anima"
come melopèa, ecolana struggente - 

che sempre versa e sempre si rinnova: 

dov'è la casa del poeta?


Tu dici, ridendo, che è questa,
a due piani ma stile chalet,
protetta da alti pini collinari
in una folla di piante e di fiori,
ai margini di un bosco che digrada 

fino alle sponde di un torrente amico.


Ma io nego, sorridendo,
perché ad altra "casa" alludevo. E tu lo sai.

 

 
 

SE MI VIENE A MANCARE LA TUA LUCE


Fuori di me, il paesaggio umano 

è sempre meno umano,
dentro di me si sforza di avanzare 

il deserto.


Non mi lamento per il disagio di algìe, 

per le basette incanutite
o per l'insonnia sempre trionfante.


Dico, invece, di essere senza voce 

se mi viene a mancare la tua luce.


Viva, perciò, la speranza,
l'altalena dei giorni in alternanza 

che in ciondolio d'agrodolce ci culla 

in questo trionfo di azzurri rilucenti 

prima che arrivi grigiore,
silenzio, nulla.

 

 
 

CRISTALLI DELLA MEMORIA


Spesso i cristalli della memoria
sono appannati dal fiato delle sconfitte.


Torti e ragioni si alternano, 

speranze e delusioni,
ferite inferte e ricevute senza pietà.


Arriva il giorno in cui è mortificato 

il nostro cuore, da rimorsi, 

risentimenti, ingrommati
come gemme nere.


Chi ci lenisce il fianco piagato?
Chi ci restituisce i diamanti purissimi?


Forse in una distesa marina 

inargentata dalla luna
i ricordi non lieti svaporano 

e i cristalli ritornano tersi.


Ma la luna sul mare è "fuori moda"?


E poi sarebbe troppo: una quasi parvenza 

di felicità...


 

 
 

SOPRAVVIVERÒ GRAZIE 

AI TUOI OCCHI


So che un giorno non udrò più
musiche e canti, esplosioni e pianti,
né scrosci di pioggia, né strappi di vento, 

né la voce del mare.


Solo per me si spegneranno
quel giorno in cielo perle e fuochi 

e l'Universo annererà le stelle,
e i fiori trarranno petali e profumi: 

nulla rimarrà della tenacia
dei miei sogni.


Perdurerà, per poco, qualche chiacchiera 

sopra il pugno della mia polvere,
un necrologio sul giornale,
una targhetta con la foto ovale.


Però so, anche, 

che sopravviverò 

grazie a te.


Continuerò a vedere il mondo 

con i tuoi occhi belli e intelligenti.

 

 

 
 

ROSA ROSA NEL VENTO DI GENNAIO

 

Rosa rosa che penzola nel vento

nevoso di gennaio

sospesa a picco sullo sciabordio

dell'onda

 

calda promessa di soave bellezza

 

nel gelo ottuso che ci circonda.