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Luigi
De Rosa, di famiglia partenopea ma cresciuto in Liguria,
laureato a Genova, abilitato in filosofia e storia, psicologia e
pedagogia, dapprima si dedica all'insegnamento secondario, poi
all'amministrazione scolastica e giunge a ricoprire la carica di
provveditore agli studi a Trieste, Alessandria, Torino, Savona e
Bergamo, nonché svolge funzioni di Sovrintendente scolastico in
Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria.
Fin
dal 1952 si dedica anche all'attività di giornalista-pubblicista
e di scrittore.
Collabora
con poesie, racconti, saggi, a riviste letterarie di ogni regione
d'Italia, e a giornali quotidiani come Messaggero Veneto, Il
Gazzettino, Il Secolo XIX, Stampa Sera.
In
poesia pubblica Risveglio veneziano ed altri versi, 1969,
di cui fa uscire una seconda edizione, rivista ed ampliata, nel
2005.
Frattanto,
poco dopo l'esordio poetico, in prosa esce il romanzo La
ribellione di Giano.
Dopo
un lungo silenzio poetico, durante il quale prevale l'attività
giornalistica e di promozione culturale, si realizza il ritorno
alla poesia con l'uscita del libro Il volto di lei durante,
nel 1990, successivamente ripreso in una edizione modificata del
2005, in cui si manifesta con maggiore agio la carica di umanità
e di attenzione all'ascolto delle voci profonde della vita. De
Rosa è inserito in numerose antologie; ha partecipato a convegni,
letture poetiche, incontri di cultura e dibattiti sulle poetiche,
essendo studioso e critico letterario, nonché giurato di premi
letterari.
A
sua volta risulta vincitore di numerosi premi, tra cui il Francesco
De Sanctis indetto dal centro culturale Mario Pannunzio
di Torino, presieduto da Mario Soldati e Pier Franco Quaglieni.
Nel 2003 riceve la targa del Senato della Repubblica al premio Maestrale
di Sestri Levante. Nel 2005 riceve, a La Spezia, il premio alla
carriera, "per una vita dedicata alla cultura e alla
poesia", al Premio Vai di Vara. Sempre nel 2005 ha vinto il
Premio di Poesia Teramo e il Premio di Poesia Il
Tripode-Crotone (Associazione Cylone, Provincia e Comune di
Crotone).
Hanno scritto, sulla sua poesia, numerosi scrittori, tra cui Diego
Valeri, Giorgio Barberi Squarotti, Maria Luisa Spaziani, Mario
Soldati, Sandro Gros-Pietro, Silvano Demarchi, Elio Andriuoli,
Liana De Luca, Rodolfo Tommasi.
Vive a Rapallo.
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"In
Luigi De Rosa c'è un vero temperamento poetico, con facoltà di
felici invenzioni che non sono, naturalmente, solo verbali, ma
sentimentali e fantastiche, prima di essere parola. La pianta
della sua poesia è delicata e generosa."
Diego Valeri
dalla
nota critica alla prima edizione di Risveglio veneziano ed altri
versi
Del
Bianco Editore, Udine, Pordenone 1969.
(La
seconda edizione è uscita con le Edizioni Maestrale
Sestri
Levante, nel marzo 2005).
"L'originalità
e il valore della poesia di De Rosa è in quel brivido che si
avverte sempre, anche nei momenti di più abbandonata e ilare
inventività e di più lieto riassaporamento della memoria, di
consapevolezza che il lungo sogno dei sensi e dei sentimenti è un
dono raro e quello della poesia è un privilegio altrettanto
prezioso ed eccezionale. Allora la poesia di De Rosa acquista una
profondità di echi che non le attenua lo slancio vitale, ma lo
rende metafora viva di un' idea dell' esistenza e del mondo che
intrepidamente proclama l'ottimismo più sicuro, perché ogni
gioia, della parola come dell'amore, èun valore che non si può
perdere, una volta che sia stata goduta, e, dopo, fatto oggetto di
celebrazione nella poesia. ... L'altra faccia di tanto entusiasmo
di vita è, inevitabilmente, il senso del tempo che passa.
Circola, a tratti di fronte alle immagini della gioia, l'affanno
trepido per la brevità della vita e del piacere, per l'incombere
della morte, a dare profondità di meditazione alla celebrazione
dell' amore... "
Giorgio Barberi Squarotti
(dalla
prefazione al libro Il volto di lei durante
Genesi
Editrice, Torino 1990, seconda edizione ibidem, 2005)
"L'autore
ha scritto molto, in poesia e in prosa, e ha avuto importanti
riconoscimenti...
La
sua poesia ha l'intelligenza, che vorrei dire montaliana, di non
limitarsi all'idillio, alle suggestioni iniziali di uno sfondo di
natura già di per sé tutt' altro che banale, ma di inserire nei
versi un pensiero, una riflessione critica che sovente costituisce
il bari centro del dettato. (Approdo in Liguria) è intessuta di
tempo in ogni sua fibra (lo si può dire di tanti poeti ma non di
tutti) presa com' è tra i poli dell'''autunno'' e della
"ribellione", della delusione cosmico-esistenziale e
della speranza, sui quali plana, visibile o invisibile, come nel
libro precedente (Il volto di lei durante, Genesi, Torino) la
stella polare dell'amore, amore vissuto, ricordato, esteso,
universalizzato, motore ineliminabile della poesia, energia
primigenia o primaria come quella del sole...
... Siamo grati a Luigi De Rosa per questo messaggio poetico di
vitalità, di umanità, di fantasia. Ci invita a un viaggio
delizioso che ancora una volta ci porta, con timbro suo personale,
in atmosfere liguri punteggiate da nomi ormai favolosi in poesia,
Genova, Monterosso, Rapallo...".
Maria Luisa Spaziani
(dalla
prefazione al libro Approdo in Liguria, Roma, 18 luglio 2005)
"Luigi
De Rosa ci parla dell' eros, del sentimento antico ed eterno
quanto lo può essere la specie umana... Il volto di lei,
espressione stilnovistica e quasi angelicata, è calato nel
durante, cioè in un'aderenza di realtà col concreto e con la
materia, con la nozione del tempo, che tutto trasforma ed erode.
Quel durante ha la doppia valenza temporale di contestualità al
solo amplesso amoroso e di contestualità alla durata dell'intera
vita trascorsa insieme: l'attimo e l'epoca, l'effimero e il
durevole ovvero, per usare una metafora cara a Maurizio Cucchi
fino al punto di averne ricavato il titolo di un suo libro, i!
secondo o i! secolo. È proprio questo il caso del poeta De Rosa,
che ridisegna il volto di lei durante più preciso, conciso,
simbolico, profondo e meditato: quel "durante" ha
acquisito maggiore profondità e durabilità, al punto che ora si
distende in modo più esplicito, meno velato dal riserbo, come
arcobaleno di presenza amorosa"
Sandro Gros-Pietro
(dalla
postfazione alla seconda edizione del libro Il volto di lei
durante
Genesi
Editrice, Torino, 2005)
"Un
poeta ligure (sia pure di adozione) dedica alla sua terra un
intenso lirismo, capace di trascendere la mera contemplazione, per
fare di questa una preziosa lente volta all'analisi del dettaglio
come emanazione qel percepirsi nell'essere; è quasi un
rnicrocosmo, nel cui riflesso pulsa l'universo, quello scelto e
frequentato da Luigi De Rosa, scrittore di indiscusso rilievo, che
si divide con autorevole disinvoltura tra poesia e prosa."
Rodolfo Tommasi
(da
Arte e Pensiero, Edizioni Helicon, Arezzo 2005)
"L'intonazione
della poesia di De Rosa raggiunge un risultato di fluida e sicura
comunicazione penetrativa... Dall'intima elaborazione di una
sensibilità da continuamente verificare sottraendola alla
contemplazione passiva, la luce-guida del dettato si identifica
nella tendenza a una forma quasi diaristica del verso ottenuta con
originale vivezza."
Rodolfo Tommasi
(Dizionario
ragionato degli scrittori italiani del '900
Prefazione
di Silvio Ramat, Edizioni Helicon, Arezzo 2004)
"Il
libro di Luigi De Rosa, Il volto di lei durante, oltre a celebrare
l'amore per la Donna, rivaluta la Natura, che spesso parla un
linguaggio più umano di quello degli uomini e va diritto al
cuore, come quando, dopo una faticosa giornata tra alti
funzionari, apre la finestra dell'albergo e a sera sente la voce
del mare, del vento, vede il primo balenìo delle stelle. È la
Natura che torna al pensiero con la sua voce incontaminata e come
contraltare alla macchinosa vita creata dagli uomini, che stanca e
disaffeziona. Il dettato procede sciolto, tra fantasie, cronaca,
scavi interiori, momenti di letizia ed altri di malinconia, specie
nelle ultime composizioni, quando il poeta scruta il senso della
vita e il dopo. Un discorso originale nella sua struttura verbale,
di andamento spesso narrativo, sempre fresco, arioso,
accattivante."
Silvano Demarchi
(dalla
recensione sulla rivista Nuovo Contrappunto, Genova
diretta
da Silvano Demarchi, Elio Andriuoli e Guido Zavanone,
ottobre-dicembre 2005)
"Nei
testi di Luigi De Rosa non compaiono elucubrazioni e complicazioni
semantiche o strutturali. Con aperto spirito "illuministico
partenopeo" egli vuole farsi capire dal lettore. Eppure
quanta sapienza metrica e compositiva nella sua scrittura! Qualità
già evidenziate, nel corso degli anni, anche da Diego Valeri e
Giorgio Barberi Squarotti, Marcello Fraulini, Ugo Fasolo e tanti
altri. Anche quando viveva e lavorava in Friuli, e frequentava
amici comuni come Andrea Zanzotto, Dino Menichini, Lina Galli,
aveva dentro la nostalgia della Liguria (probabilmente perché nei
suoi golfi aveva trasferito la malìa di quelli della Campania,
come ha rimarcato Aldo Mola a Torino in occasione del Premio De
Sanctis). E così ha sempre nutrito in sé la gioia della vita,
cioè l'amore, punto fermo nel fluire indefinito e inevitabile del
tempo. Al tema portante dell' amore si affiancano altri temi archètipi
quali il viaggio, la fugacità del tempo, il rifiuto della
violenza e delle ingiustizie..."
Liana De Luca
(dalla
presentazione della vita e delle opere di Luigi De Rosa
al
Cenacolo Orobico di Poesia di Bergamo)
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