Rocco Clames

 

Categoria  Poeti

Indirizzo:   Via Mantegna, 1

Città:  10045 Piossasco (To)

Telefono:  011 9067222

Cell.:  338 2042518

Sito web:  

Blog, Social Network, ecc.:

Link Video:   

E-mail:   bravo6cr@libero.it 

Data adesione:  Settembre 2008

Fotografia

 

 

Rocco Clames nato a Palermo il 05.01.1956, residente in Via Mantegna n.1 a Piossasco -10045 (TO).

 

Nato a Palermo ove vi ha vissuto sino all'età di 17 anni. 

 

Dal 1973 ha lasciato la terra natia e si è trasferito a Piossasco (TO). 

 

Dopo aver lavorato alcuni anni in fabbrica, da oltre un trentennio svolge l'attività di vigile urbano, in questa accogliente città che ha visto lo sviluppo economico con l'avvento della FIAT. 

 

E' coniugato da oltre un ventennio con Giusy ed ha avuto due splendide bambine che adesso sono due bellissime signorine.


Non potendo andare a scuola nell'età giovanile, si è appena diplomato "Ragioniere/Perito Commerciale", frequentando le scuole serali, riservati ai lavoratori.


Lo studio gli ha esternato la vena poetica. 

 

Da qualche anno scrive poesie e partecipa a qualche concorso. In alcune occasioni ha avuto dei riconoscimenti. 


La poesia gli dona l'illusione di un'esistenza libera e senza conflitti. 

 

Quando scrive, gli sembra che il mondo intorno sia più bello e gli sembra che le persone sorridano di più. 

Legge libri autobiografici/storici, narrativa.

 

 

 
 

 

 

 

Girasole

Con la testa issata in alto
autorevole fissa il sole
ammira il bel cielo terso

Protegge dai raggi solari
porge la sua maestosa corolla
ai piccoli fior di campo
bisognosi di un po' d'ombra

Fiore bello imponente inodore
non emana profumo
ma ricco di semi
spremuti
offrono liquido d'oro

E' fiore….. è pianta….. è frutto….
è un dono di natura completo di tutto

Campi colorati di giallo arancio
hanno ispirato grandi artisti

E' un fiore garbato
al tramonto saluta il sole
con un inchino
in attesa del prossimo mattino


 
 

Amaro Mediterraneo 

Notte tempestosa e burrascosa
in balia del maroso 
flette il piccolo peschereccio
a destra e a manca
in alto e in basso

I quattro dell'equipaggio
zeppi d'acqua piovana e marina 
cercano di sorreggersi 
tentano di tenere a galla la loro imbarcazione

Buio pesto si perde la vista dell'orizzonte
una piccola stella lassù
indica il nord
è la direzione per il rientro a casa

Cessa quel diluvio 
urla di gioia accompagnano lo scampo 

Non sono da soli in mezzo 
al Mediterraneo!
Nell'oscurità 
appare una lanterna di un'altra barca

Si gioisce! Si grida alla salvezza
si applaudono i "soccorritori"

Ad un tratto una raffica di mitra
incute terrore anche alle titaniche onde
poi silenzio immane

I quattro pescatori siciliani
hanno avuto il "torto" di sconfinare……..

La loro casa sarà …..
l'acqua salata del loro non mare 

 

 

 
 

Albero

Le tue trasformazioni
annunciano il cambio delle stagioni

Vanitoso in primavera
ti vesti di fiori e di fiocchi colorati
adorni lunghi viali piazze e giardini
ilari giocano i bambini

In estate col sole raggiante 
offri ombra ad ogni passante
a tuoi piedi
stanco il contadino
si gode un piccolo pisolino

Spogli son le fronde
alle tue foglie già rinunci
l'autunno preannunci

Nido di soli tralci
lascia lo stormo emigrator
lontano vola in cerca di nuovo tepor

L'inverno oramai è giunto
indossi l'abito gelido bianco
la coltre cristallina
copre tutto il tuo fianco

Casa di piccoli passerotti e cardellini
nella folta chioma trovano rifugio 
è un continuo cinguettio e melodia vera
è ritornata la primavera!

Albero simbolo di longevità 
doni ossigeno alle metropoli 
se ti abbattono!
Senza di te! Come si farà?


 
 

Baia mediterranea 

E' notte
il mare dorme sonni tranquilli
una barca ormeggiata 
ondula lentamente
la luna 
dolce come una mamma
canta la ninna nanna 

il fruscio delle onde
armoniose offrono quiete 
arrivano scompaiono
accarezzano la riva
lasciano segno di sabbia bagnata

il sussurro delle acque 
dona serenità suggestiva
appaiono ricordi 
nello specchio marino
creduti oramai svaniti 

l'aurora dà chiarore
al cuor mio di pietra
scalfito da un'effigie serbata 
rimarrà custodita per l'eternità 

 

 
 

Scarpinata solitaria

Odo nella vallata l'eufonico eco
trasmettendomi sensazione di serenità

Mi guardo intorno e non vedo nessuno
calpesto sterpaglie e foglie secche
emettono un armonico suono
tengono compagnia per l'erta strada

La fragranza emessa nell'aria
è un miscuglio di erbe naturali
riempie i bronchi
di un balsamico sapore

I grossi bracci d'albero e le folte chiome
riparano dai raggi solari
irresistibili s'infilano tra gli arbusti verdi
dando tepore al mio cammino solitario

Esausto e quasi sfinito 
raggiungo la sospirata sommità del monte

Quel luogo sovrastante e solitario 
impone dominio nel vedere ai miei piedi 
il rimpicciolirsi dell'agglomerato urbano

Da lontano le grandi costruzioni
non sembrano più così erette e maestose

Si ! Son da solo e un po' atterrito
ma dalla città non mi sento più impadronito


 

 
 

Notte d'estate

Nell'oscurità cielo illuminato da mille bagliori
un irreale paesaggio offre il misterioso arcano
lo sguardo rivolto sempre più lontano

Lo splendor riunito dona delle fantastiche forme
ammirandole son tutte belle
è un tappeto lucente disteso di solo stelle

Nella notte fonda quel cielo blu
con il riflesso risplende ancor di più

Smorza le graziose luci il chiarore dell'alba
come magia tutto scompare
non vi è più tempo di sognare

E' triste la rude realtà
nel cuore rimane la speranza che un'altra notte d'estate ci sarà

 

 

 
 

Nubifragio

Pioggia continua incessante
lacrime discendono dal cielo
inondano il suolo
creano nuovi piccoli laghetti

La strada è sommersa di specchi d'acqua
pozzanghere sparse qua e là

Cielo grigio scuro
nubi imponenti
aprono botole
versano giù 
insistenti precipitazioni 

Il torrente ingrossato straripa 
allaga 
portandosi via ogni cosa incontrata
nel suo tortuoso cammino

Pioggia tanto desiderata
da campi aridi e asciutti
terribilmente trasformati in vero risaie 

La torrenziale pioggia cessa
un raggio di sole trafora 
si spera ancora
di trovare vivi
i dispersi nella valle 

Il diluvio 
ci lascia il luogo distrutto
già alterato dall'egoismo umano

Si spala e si spinge fango
non c'è più tempo di pensare
c'è molta fretta di ricominciare
agire per la salvaguardia dell'ambiente
vuol dire 
salvare noi stessi!

 

 

 
 

Pensiero libero

Vola pensiero, tu che puoi muoverti senza limiti
andare ovunque, attraversare oceani, scalare alte vette
superare spazi infiniti

Puoi raggiungere il luogo più distante
ti basta poco un solo istante

Pensiero
sei libero di volteggiar nell'aria
di volare leggero come una farfalla
custodire ogni pena 
rinchiuso sono in galera

Sono lontano e con lei non posso parlare
vai tu che puoi volare

Portale questo messaggio
con lei vicino 
sono più forte ed ho molto coraggio

 

 
 

Ricordi d'autunno

L'autunno già inoltrato
apre le porte verso l'inverno
tempo mesto che dura in eterno

Ai piedi dei fusti di castagno
spogli e scoperti
rimane soltanto un tappeto di ricci aperti

Melograni coperti dall'umida foschia
compaiono come magia 
quando la caligine vola via

Al risveglio della mattina
trovo i campi bagnati dalla brina

Serra ogni cosa l'arrivo del gelo
i pensieri svaniscono dietro al velo

Ardono impietosi i ceppi nel camino
rievocano ricordi di quando fui bambino

Sfiora il mio cuore
un timido raggio dorato
donandomi gioia come un piccolo innamorato

 

 
 

Solitario silenzio

Nel silenzio 
si odono voci fievoli

Silente e taciturno
eppur il cuor mio ascolta

Silenzio mare d'inverno
onde si adagiano a riva
sbeffeggiano scogli
sommersi di fresca spuma 

Spiaggia in balia dell'alta marea
priva di chiassosi bagnanti

Sabbia! 
Senza gli sgargianti ombrelloni
il silenzio ti rende più incantevole

Una scia di conchiglie 
abbandonate dal mare
adornano la battigia 

Appaiono orme 
lasciate dal vecchio pescatore
appena salpato per raggiungere il largo

Silenzio sai esplorare la mia anima
conosci i miei segreti più profondi
in contemplazione comunichi

Fisso l'orizzonte tacito e solitario
non sono da solo!
Il silenzio mi offre la sua compagnia

 

 
 

TRINACRIA

Terra baciata dal sole
nei ricordi sempre mi vuole

Costa accarezzata dall'acqua salata
sin dalla nascita l'ho sempre amata

Madre terra mi diede un crudele destino
la lasciai quando ero ancora un ragazzino

Sogno ancora quel caldo sapor di forno
oramai lontano è il mio ritorno

Arance, limoni e mandarini 
si elevano nei paesaggi naturali
dando vita di colori e di sapori locali

Il carrettino è l'emblema della Sicilia
odiata ed amata 
questa è la mia terra natia

 

 
 

Zucchero filato

Richiami ricordi
di feste paesane
soavi nuvole bianche e rose
tenute da piccole manine
divenute oramai unte e vischiose 

un cerchio scuro contorna le labbra
garantendone il dolce sapore 

Batuffoli caramellati e colorati
guarniscono la piccola bancarella
mera attrazione di ogni passante

Zucchero filato 
manifesti la festa
per rivederti
aspettar un altro anno mi resta

 
 

Auguri a mia figlia Fortunata

Presi una sfera di vetro, la riempii colma di sogni, di speranze, di emozioni, di batticuori e la consegnai al mare. 
Lentamente, venne inghiottita dalle acque marine. 
Passarono giorni, mesi, anni e dagli abissi, rividi riemergere qualcosa di misterioso. Cosa sarà mai? Pensai dentro di me! Man mano l'arcano si svelò. Era una sirena, bella, affascinante, occhi verdi, capelli vaporosi castani e un sorriso luminoso disegnato sulle labbra. Immediatamente me ne innamorai. Mi portai verso lo scoglio dove ella era adagiata, chiusi gli occhi e le diedi un tenero bacio. Come un incanto, sei apparsa tu! A questa magnifica visione, i miei occhi brillarono dalla gioia, facendo calare a picco una fontanella di piccole stille.
Mi sembra ancora ieri! Quando eri piccola come un batuffolo di cotone e ti tenevo teneramente tra le mie braccia, cercando di non stringere troppo per non farti male. 
Adesso che son passati diciotto anni e sei già una splendida donna, penso il momento in cui, quando qualcuno ti porterà via da me. 
Sarò sempre pronto a parlarti e a darti consigli per ogni dubbiosa scelta di vita che dovrai affrontare. 
Perdonami se alcune volte mi vedi ombroso, ma quando non sei in casa e non ti vedo attorno a me, sono in pensiero. Mille paure mi assillano, l'ansia attanaglia il mio cuore e mi rassicuro solamente quando tu rincasi.
Avrei voluto essere un mago, così avrei potuto fermare il tempo e vederti sempre piccola……..., ma la vita non si ferma e va vissuta in pieno, per un domani, donarci la nostalgia del nostro passato.
Buon compleanno!

 

Il tuo papà.

 

 

 
 

Unione possibile

Sono una donna
vivo nella gogna
perché amo un'altra donna

Una sua tenera carezza
dona brividi di ebbrezza 

Rivestono il mio corpo i suoi baci
mi sussurra "amore mio" e poi tace

In sintonia formiamo un'atipica coppia 
tra donne l'amore esplode e scoppia

Nella quotidianità dobbiamo reprimere l'enfasi
fingere e celare
è un continuo ingannare

Madri, padri, amici e conoscenti
stento tempi eterni e dolenti 

Pianto sempre si versa
discriminazione perché sono diversa

Fisso i suoi occhi e sono felice
non mi importa la gente di quello che dice

Libero amore tra jeans e gonne
unione più solida tra due donne