Marco Pozzi

 

Categoria  Scrittori ma anche cantante

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Data adesione:  Novembre 2002

 

 

Il Manuale dei MODI e MANIERE
(belli o brutti)


di
Marco POZZI


Presentazione

Quanti libri, volumi, manuali, sono stati scritti da personaggi illustri o meno sulle buone maniere di comportamento che le persone dovrebbero osservare in ottemperanza del galateo e del rispetto per le persone altrui.
Se andiamo ad effettuare una compiuta ricerca, possiamo constatare che, al di fuori di qualche impostazione letteraria, più o meno sono analoghi nei loro contenuti.
Mi sono sempre chiesto se una persona, per passare come si suole dire a modo o essere considerata per bene, debba istruirsi tramite tale letture oppure se il comportamento stesso non è un fatto che proviene dal più profondo di noi stessi. Dalla razionalità, dalla cultura, dalla frequentazione di altre persone, dall'ambiente in cui si vive.
Sinceramente l'ultimo volume letto è stato consumato nelle prime ore del mattino, quando immancabilmente e puntualmente trovo il proprio spazio personale al cesso. La cosa che mi ha stupito è che ci sono regole anche rispetto alla postura da assumere per dare sfogo ai propri bisogni. Ad esempio viene consigliato agli uomini di pisciare da seduti, non tanto per fatti comportamentali ma, sembra, che l'urina possa fuoriuscire meglio. Quindi addio pisciate contro i tronchi degli alberi o in maniera fugace dentro un portone.
Quello che proporrò di seguito sono solo alcuni pensieri tra il bene e il male del comportamento, tra l'ironia e la realtà, tra quanta falsità possiamo riscontrare, a volte, nelle persone dalle BUONE MANIERE.
Tanto per iniziare questi pensieri non percorreranno un filo conduttore, ma solo quello che mi passa per la testa.
Iniziamo bene.
Marco POZZI


L'APPROCCIO

Esistono vari modi per approcciare con una donna o un'uomo. Certamente le situazioni sono le più eterogenee in quanto dipende dalla generazione dei soggetti, dai luoghi frequentati se l'approccio ha come fine il soddisfacimento sessuale oppure l' edificazione di un rapporto duraturo e serio. Ad esempio la DISCOTECA, quindi parliamo di soggetti prevalentemente giovanili. Il primo imbarazzo è come vestirsi: Seguire la moda oppure vestirsi in modo naturale. Ma che cavolo vuol dire naturale. Naturale è come mi sento dentro. Quindi un paio di Jeans, camicia e giubbotto leggero. Possibilmente con tasca interna dove poter porvi eventuali contraccettivi se la serata dovesse "buttare" bene. OK, sono pronto e sono in compagnia di amici. Siedo al bancone del bar bevendo una Coca Cola, a piccoli sorsi, così avrò modo di soggiornare maggiormente sullo sgabello guardandomi intorno. Cazzo che casino e confusione. La musica è alta fa un caldo della Madonna e quelli in mezzo alla pista sembrano dei folli scalmanati. Certo, scaricano la tensione e nel mentre faccio tali considerazioni mi domando come farò ad abbordare qualche gnocca dato che è quasi impossibile farsi ascoltare dalla persona con cui cerchi di parlare. La regola sarebbe buttarsi nella mischia ed iniziare a ballare cercando di farsi notare sia per le capacità di ballerino sia per la prestanza fisica. OK mi butto. Dopo aver ricevuto tre gomitate mi avvicino ad una signorina dal bell'aspetto. Balla, se così si può dire da sola. Gironzolo intorno a lei, poi con modo gentile gli chiedo come si chiama, ovviamente quasi urlando. "Loredana", mi risponde, e non posso non notare che nel centro della sua lingua porta una specie di pallina di ferro. Subito ho come un senso di repulsione ma mi faccio forza. "Vuoi venire a bere qualcosa?" urlo nuovamente. "No e non mi rompere i ciglioni" è la risposta che ricevo, nel mentre lei dimena girandosi dall'altra parte. "Fanculo pezzo di troia" penso.
Continuo a guardarmi intorno con i timpani che rivendicano pietà. A quanto pare le giovani signorine o sono impegnate oppure non mi trovano di aspetto gradevole. Eppure mi sto comportando bene, non faccio la mano morta come ho visto fare ad alcuni ragazzi allestiti di ferro e, forse, internamente di altra roba.
Torno al bar e questa volta mi sbilancio:Birra. Continuo nella mia osservazione. Sedute ci sono due ragazze che stanno conversando, quanto meno ci provano. Vestite normali (vai a sapere il significato di normalità) e sole, anche se ogni tanto qualche scugnizzo si avvicina loro cercando con insistenza di approcciare. Tracanno la mia birra, mi metto in bocca tre Menthos (ricordarsi che l'alito è importante) e mi avvio verso di loro. Bisogna sempre tenere a mente che la prima impressione è quella che conta, quindi agire con falsa e modesta indifferenza per cercare di farsi notare. Innanzi tutto bisogna dimostrare di essere educati e comportarsi gentilmente. "Salve mi chiamo tizio. Scusate se è da un po' che vi osservo e se posso sembrare invadente. Non vorrei aver interrotto la Vostra conversazione. Ma sono qui da solo, sinceramente mi trovo spaesato e sto cercando di fare amicizia con qualcuno. Se mi è permesso sarei felice di potervi offrire da bere e fare quattro chiacchiere con Voi, sempre che accettiate". Probabilmente si possono mettere a ridere oppure possono negare l'invito. Se acconsentono la tua presenza non devi dimostrare maggiore simpatia o attrazione per una delle due. Non fare distinzioni. Comportati con entrambe allo stesso modo, anche se una può essere il più grande cesso di questa terra. La conversazione all'inizio potrà sembrare stupida e banale. Ma farle o farla parlare ti porterà a scoprire i suoi interessi, i suoi desideri, quello che fa ecc. Dimostrati sempre attento ed interessato, anche se sono delle grandi cagate e a te non te ne frega un cazzo. Devi ricordarti del tuo scopo. Con la carina puoi cercare di intraprendere una relazione continuativa, quindi il tuo atteggiamento deve essere gentile e se quando al mattino sei al cesso ti leggi qualche giornale o rivista di cultura non perdere l'occasione per dimostrare, ovviamente con naturalezza e senza strafare, di essere una persona alla quale piace la cultura ed è interessata alla conoscenza dei fatti che avvengono nel mondo e nella vita. Con quella che è un cesso, invece, cerca di scolarti qualche birra in più falla ridere più che puoi esagera negli apprezzamenti nei confronti della sua persona (anche se questo ti costa a livello di sincerità) perché il tuo obiettivo è quella di fondarla, poi casomai la mandi a cagare, ma tu hai soddisfatto la tua voglia. Ricordati il preservativo e cerca di non slinguazzarla più di tanto. Un consiglio: è meglio che le varie effusioni avvengano in un posto buio o quasi. Con questo ti metti a vento dovesse mai passarti l'effetto dell'alcool.
Con l'altra, invece, continua la tua discussione, sempre con maniera garbata e chiedendo se ha bisogno di qualcosa, da bere, di andare in bagno, di fare una passeggiata. Fagli vedere che sei solo interessato a lei e che lei ti ha stregato. Dalle appuntamento per i prossimi giorni, in luoghi aperti e suggestivi. Non ci provare subito. Lascia che lei ti conosca e lo stesso vale per te stesso. Poi le cose si svilupperanno tramite il loro corso. Mi raccomando: sempre pulito, una parolina dolce, valorizza il suo vestito o la sua pettinatura e valorizza soprattutto lei stessa, cioè il suo essere. Se da cosa nasce cosa alla fine ti fidanzerai, la sposerai e dopo anni di matrimonio non vedrai l'ora di mandarla a fare in culo.
Se invece sei uno di quelli di oggi, amanti dello sfoggio e dell'esuberanza non farti problemi. Puoi tranquillamente passare la serata al Pub con gli amici fantasticando sul come procederà la stessa serata e notte in discoteca alla ricerca di una bella Topa calda che te la dia subito. L'importante è impetroliarsi bene, in modo da essere allegro, non capire un cazzo e a volte avere il pene che non ti tira. Chi se ne frega, basta ridere e scatenarsi. Sarebbe opportuno che il conducente dell'autovettura non bevesse. Se così non fosse, recati alla discoteca in Autobus, con il treno, a piedi o sennò sbattitene i ciglioni e partite lo stesso per l'avventura. Del resto anche il rischio è divertimento, no?
Prima cosa da fare appena entrato, cercando di non traballare troppo, recarsi al Bar e ordinare Gin e Amaro Sverna con o senza fetta di limone, non te ne può fottere di meno. Se è doppio è meglio. Ridi, continua a ridere gesticolando per attrarre su di te l'attenzione, ma non esagerare. Cerca di avere sempre il sorriso sulle labbra e mentre parli con i tuoi amici continua a ridere. La gente che ti osserverà penserà che sei una persona di compagnia, simpatica oppure crederà che sei scemo. Quando sei carburato a dovere buttati tra la folla nella pista. Cerca di dare il meglio di te stesso, possibilmente mantenendoti in piedi. Segui la musica cantando anche tu. Penseranno che te ne intendi, anche se nella confusione canti "finché la barca va". Tanto non ti sente nessuno. Ma l'importante è la tua immagine e la regia che devi realizzare. Tu sei il protagonista, tu sei il migliore, tu sei un vero uomo anche perché ti sarai messo due fazzoletti appallottolati dentro i pantaloni in corrispondenza dell'uccello. E loro, le donne, vedranno quel gonfiore e si faranno trasportare da immaginazioni erotiche. Cerca di ballare con tutte quelle che puoi, fregate se sono delle racchie, l'importante è che ci stiano. Parlare non ti servirà a niente o poco, non sei lì per dimostrare la tua dialettica ma solo per il tuo scopo: scopare. Quando trovi quella che mostra interesse per te non fartela scappare. Falla stancare ballando poi invitala al Bar. Se lei si vuol mantenere su bevande a non alta concentrazione alcolica non gli ridere in faccia. Fai il finto mortificato dicendole che siete lì non per ubriacarvi ma per ballare e divertirvi e che cazzo farà masi un bicchiere se non aumentare il buon umore. Cerca di convincerla e falla bere fino al punto che anche lei ride per delle cazzate o ride soltanto perché è già andata. A questo punto un bacetto sul lobo dell'orecchio, uno sul collo e se noti che socchiude gli occhi ed emette dei piccoli sospiri vai tranquillo, vuol dire che la serata si concluderà bene. Ora ti devi solo organizzare. Vai dall'amico che ha la macchina. Digli che hai "cuccato", fatti dare le chiavi della vettura giurando (bastardo) che non ti sposterai dal parcheggio. Ordina altri due bicchieri dicendo al barista che sono gli ultimi perché ve ne andrete. (scusa per ottenerli, vista la già precaria confusione psicologica). Dille a lei di bere mentre vai un'attimo al cesso. Cogli questo momento per svuotare la vescica dal piscio e fatti anche una sega. (questo serve perché essendo già bevuto rischieresti di venire subito e fare una figura di merda, anche se la farai lo stesso). a questo punto ti dirigi alla macchina. Entri e dal cruscotto prelevi una bottiglia. Lei non vorrà. Tu accondiscendi perché fittiziamente gli farai notare che rispetti il suo volere. Poi inizierai a toccarla, dolcemente e, soprattutto, a lavorare di lingua. Lavora molto con le mani fino a quando non la senti pronta. Allora sì, è arrivato il tuo momento. Ti cali i pantaloni, ti levi i due fazzoletti imbrattati di piscio e sperma, cerchi la sua apertura e vai. Tra l'alcool e la sega fatta nel cesso ce l'hai bello mollo. Ma non fa niente. Come un rullo compressore fai muovere quel piccolo coso difficile da definirsi. Se vedi che lei non è proprio soddisfatta aiutati anche con le dita. Tutto fa volume.Quando hai finito fatti vedere sfinito (e lo sei veramente). Dille che ti spiace di esserti comportato in quel modo, che non era tua intenzione trattarla in quel modo ma che non avevi resistito alla sua bellezza ed avevi bevuto troppo.Probabilmente se è una persona gentile ti manderà a fare in culo a modo. Lei se ne tornerà a casa allontanando dalla mente quanto accaduto. Tu, invece, in macchina con i pantaloni ancora calati, cercherai di asciugarti con i due lerci fazzoletti. Non resta altro che tirare fuori quella bottiglia e mettersi a sognare.
Altro discorso se conosci una persona per affari per lavoro o altro.Ricordati che la gentilezza deve prevalere su ogni cosa. Gentilezza, educazione, rispetto. La inviti a pranzo. Anche se ti stai per pisciare addosso trattieniti e aperta la porta del locale fai passare avanti lei con un dolce "prego". Non ti preoccupare se inizi a perdere qualche gocciolina di piscio, pensa che quella donna potrà aumentare il tuo traffico di lavoro, la tua posizione o farti conoscere persone importanti. Precedila al tavolo poi con eleganza scosta la sedia e falla accomodare. Ricordati che devi resistere. La vescica ha una capacità notevole. Con un gentil gesto chiama il cameriere e fatti portare il menù. Anche se le gocce di piscio iniziano ad uscire sorridi e spiega alla tua ospite le qualità del ristorante e i piatti maggiormente prelibati che vengono serviti. Arriva il menù. Con cortesia dille di scegliere quello che desidera e che tu ti assenti un attimo per rinfrescarti le mani, anche se le dovresti già avere pulite. Nel mentre ti dirigi ai servizi cammina con naturalezza anche se stai pensando "quella puttana mi sta facendo pisciare addosso. Merda a lei e i suoi soldi". Mentre pisci comprendi che è una delle cose più soddisfacenti che ci siano. Finito datti una pettinata, aggiustati la cravatta e torna in sala, sempre con lo sguardo sorridente, ma non troppo sennò ti prendono per un deficiente. Una volta accomodato informati sulla scelta dei piatti della tua ospite. Cerca di darle qualche consiglio ma non insistere. Se puoi ordina le stesse cose di lei, anche se per te possono sembrare vomitevoli. Nel comunicare guardala sempre con gli occhi facendo intuire che la apprezzi, la stimi e, forse, te la scoperesti sul tavolo. Uno sguardo per così dire che faccia trasparire qualcosa di malizioso. Non iniziare mai a bere o a mangiare prima di lei. Anche se hai una sete e una fame incredibile. Cerca di rimanere moderato nel bere per avere la mente lucida, anche se ti vorresti svaccare su una sdraio con una bottiglia in mano e lei che ti fa un pompino. Ricordati l'uso del tovagliolo e come vanno messe le posate nel piatto a fine consumazione. Se non te lo ricordi mettile un po' come cazzo vuoi, intanto sei lì per lavoro non per una lezione di galateo. Nel parlare la tua voce deve essere dai toni lievi ma decisi e ben scanditi. Se per disgrazia ti cade la forchetta per terra aspetta che il cameriere la venga a raccogliere. Se questi non viene sbattitene i coglioni e lasciala lì. Qualcuno la raccoglierà. Non perdere occasione per fargli dei complimenti nei confronti della sua persona e del lavoro che svolge.Se è sposata dille che il marito è una persona fortunata e da invidiare, se non ha nessuno dimostrati sorpreso dicendole, ad esempio, "Mi permetta, ma la vita non è da vivere esclusivamente per il lavoro". Insomma falle capire che ci sono altre cose che si possono fare in piccoli ritagli di tempo come andare a casa sua per approfondire la discussione, buttarla sul letto e scoparla, ma sempre con maniere garbate. Ma questo è meglio soltanto pensarlo. Se lei non vuole il dolce fai la faccia un po' contrariata dicendole "non vorrà mica dirmi che non vuole assaggiare le prelibatezze che fanno qui per paura di prendere qualche grammo? Lei è perfetta, su scelga…!" Se la sua risposta sarà "scusi ma sono diabetica", fai finta di soffrire. Non per lei perché non te ne frega un cazzo ma perché per solidarietà tu non potrai gustare il magnifico dolce della casa. Se invece desidera della frutta devi stare attento. Certo, se sei in una pizzeria il discorso cambia, ma in un ristorante di lusso la frutta può rappresentare una vera e propria difficoltà. Elimina pere, mele e arance. A meno che non sei capace di sbucciarle con il coltello. Elimina anche la banana per ovvii riferimenti fallici. Se non ci sono altri frutti quali ciliegie o uva perché prodotti di fuori stagione inventa una balla: "le terrei compagnia ma mi creda non sono abituato a mangiare tanto", anche se ti saresti fatto fuori mezzo ristorante e messo la banana nel culo alla gentile signora. Da evitare i liquori e prendi solo un caffè di orzo. Tieni a precisare che non sei un naturalista ma che tieni al tuo fisico e alla tua salute, soprattutto al cervello che è quello che ti consente di svolgere il tuo lavoro. Non le chiedere mai di emettere un giudizio nei tuoi confronti. Sarà eventualmente lei che si pronuncerà. Con una banale scusa chiedi di allontanarti un momento per andare alla cassa e pagare. Farà più fine quando uscirai dal locale salutando gli addetti dicendo "come al solito". Come al solito un cazzo perché la sfottuta ha scelto i piatti migliori e non sai ancora se quel tipo di investimento, di lavoro o occasione andrà in porto. Ricordati di non fumare ne a fine pranzo tanto meno aspettando le portate. Se lei fuma glielo puoi fare notare gentilmente spiegandole che il fumo nuoce alla salute (c'è scritto anche sui pacchetti di sigarette) e che tuo padre era morto di cancro in giovane età. Forse questo la metterà in imbarazzo ma persuasila che lo dici per il suo bene. Prima di alzarti chiedile se l'eventuale colloquio può essere stato soddisfacente o meno. Nel primo caso la ringrazi e facendo vedere un po' di imbarazzo chiedi se la potrai rivedere al di fuori del lavoro, casomai per andare a teatro, anche se l'unica volta che ci sei andato ti hanno detto di tutto in quanto ti eri addormentato e ronfavi come un bue. Nel secondo caso, se le cose dovessero mettersi proprio male se ci fossero negatività su tutti i fronti non puoi fare altro che congedarti da lei dicendole di essere stato onorato della sua presenza anche se si era quasi pisciato addosso, che non hai mangiato un cazzo pur spendendo un sacco di soldi e che te ne batti i coglioni per il fatto che sia diabetica, sono solo fatti suoi. A quel punto, in piedi, grattandoti le palle emetti un rutto la guardi fisso negli occhi ti dai una grattatina alle natiche e scaccolandoti te ne vai. Credi che lei per un po' rimarrà lì seduta, sconcertata con tanti pensieri. Di certo non ti dimenticherà.

CACCOLA

Volgarmente si chiama caccola ma il dizionario riporta muco del naso. Ebbene si. Quanti tra di noi piccoli o meno si sono scaccolati. Non ci dobbiamo prendere per il culo, continuiamo a scaccolarci, sempre, anche oggi, a prescindere dalla età. Il Bon Ton prevede che non lo dobbiamo fare in pubblico, e questo è vero. Però quando te la senti e ti da fastidio quale è il primo pensiero a prescindere se ti trovi in compagnia o sul lavoro o mentre vaghi in una via di città?
Intanto la caccola ti appartiene e tu appartieni ad essa. Sei tu che l'hai creata anche se involontariamente, è una cosa naturale. E' come fosse un tuo piccolo essere di te stesso, ed è vero. Tu l'hai generata, ti appartiene come la stessa appartiene a te. Comunque, tornando all'argomento facciamo un esempio che posa essere esemplare per tutti.
SCENARIO: siamo in pizzeria. Io lei e degli amici. In tutto in quattro. Cerco di comportarmi bene e faccio anche lo spavaldo. Purtroppo risulto da subito un Po ridicolo perché non ho le capacità di essere ne da persona di buon comportamento ne simpatico nei confronti degli altri. Ma io me ne folto. Ordiniamo le pizze. Ho un problema con il naso, un raffeddore che da giorni mi assilla. Il peggio è che quando mi soffio il naso al di fuori del muco che fuoriesce impregno il fazzoletto di caccole. Sono di colore marrone, a volte nere e a volte anche intrise di sangue.
Arriva la pizza e mi viene da fare uno starnuto. Mi celo con il tovagliolo. Mai fare questo gesto che potrebbe, nei confronti altrui a portarli a pensare che sei una persona corretta. E' meglio essere se stessi. Di fatti nel mentre rutto e faccio una scoreggia sonante il mio muco discende piano piano dal naso. Tutti sono allibiti meno che io, del resto è una cosa naturale, della vita. Il muco va a cadere sulla mia pizza ed io con maniera indifferente non faccio altro che iniziare a parlare con le persone stravolte dai fatti seduti al tavolo e assaggiare , comunque, la mia dolce pizza. 
Nel mentre chiamo il cameriere per avere l'ennesimo bicchiere di birra lancio con una semi ostentata occhiata alle altre persone presenti. Ci guardano, anzi mi guardano, con un a espressione del dire "MI FAI SCHIFO".
Ovviamente la serata finisce alla cavolo di cane.
CONSIGLIO se hai una caccola nel naso hai solo due opportunità
se sei in casa da solo/a guardati allo specchio, con il dito cercala e , piani piano, toglila, ma gentilmente, come piacevolmente si fa una carezza.
Se invece sei in compagnia, vai nel primo cesso che trovi. Guardati allo specchio e poi infila l'indice nella narice, inizia a levarla lentamente. A questo punto sta a te. O te la metti in bocca oppure decidi di buttarla nel cesso. Fai come vuoi. La cosa migliore sarebbe tornare a tavola con la caccola posizionata sul dito indice dicendo"QUESTA E' BUONISSIMA ANCHE perché E' MIA, MI APPARTIENE E LA VOGLIO GUSTARE CON DELICATEZZA.
PER I BAMBINI: non fate dei gesti inconsueti, se sentite la caccola nel naso. Fate gli indifferenti. Con estrema gentilezza la togliete dal naso, poi l'appiccicate sotto il banco.


CONTINUA………………

 

 
 
   

 

 

 

 

La vera storia di Mary è costata a Marco Pozzi ben due anni di lavoro. 

I giornali hanno definito questo libro “un romanzo, una avventura ma soprattutto una grande capacità di concepire, seppur con la fantasia ma di estrema attualità, le cose che al giorno di oggi avvengono. Odio, amore, situazioni che portano nell’ intimo della persona e del suo essere. Un libro che non stanca di essere letto, perché ad ogni capitolo c’è sempre una genuinità dello scrittore e una realtà dove tutti noi ci possiamo ritrovare” Da LA STAMPA Novembre 2001. L. Barlocco. 

E altri quotidiani che si sono spinti oltre “Marco Pozzi oltre ad essere cantautore e rappresentante del Circolo L’Indiano, Associazione culturale e Musicale in omaggio a Fabrizio De Andrè si cimenta per la prima volta  in qualità di scrittore. La Vera storia di Mary è l’ultima delle sue fatiche. Infatti non possiamo scordare che Pozzi è impegnato nel sociale a scopo benefico con i suoi concerti, le sue iniziative sempre volte al sociale. Un grande contributo nei confronti di coloro che hanno più bisogno. Insomma un personaggio che continua a fare del suo modo di vita una trasposizione con allegria e voglia di fare nei confronti degli altri ma addentrandosi nelle problematiche del sociale e di coloro che soffrono. Da parte nostra un vero augurio” da Il Corriere della Valle Bormida.

 

LA SINTESI

 

Chi può parlare male o biasimare Jon ARDER, uno dei migliori poliziotti di New York. Forse nessuno, forse in tanti. Da una parte c’è l’uomo onesto, responsabile del suo lavoro, sempre attento a quello che avviene per le strade, ma non solo è stato quello che ha  in parte distrutto la cosca dell’eroina  che veniva importata e smerciata nella sua città. Dall’altra parte un personaggio estremamente sfortunato. La moglie si uccide in modo inspiegabile. Per due anni lui  vive in una condizione  dove danneggia lui stesso e il suo cervello. Ma poi la forza e la volontà ha il sopravvento. Tornerà protagonista nel suo distretto e inizierà ad indagare sulle cause della morte della moglie. Tutti sapevano al di fuori di lui. Ma lui stesso, alla fine riuscirà a scoprire la verità.

 

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