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NOME
Raffaello
COGNOME Ferrari
NATO A: Roccatederighi (GR) il 28/08/1935
DECEDUTO A: Grosseto il 04/11/2007
Contatto:
Raffaella Ferrari (figlia)
Indirizzo: Via Marche 14 58100 - Grosseto
Tel: 056422996
Cell: 3470796032
Email1: ferrari@lamma-cres.rete.toscana.it
Email2: f_raffaella@libero.it
BIOGRAFIA
Raffaello
Ferrari è nato il 28 Agosto 1935 a Roccatederighi (provincia di
Grosseto), una delle tante Rocche di cui è punteggiata la carta
del nostro Paese. I suoi genitori erano persone qualsiasi che in
una vita qualsiasi non ebbero altra soddisfazione che quella di
vedere il figlioletto, nato quando avevano entrambi un'età
avanzata, sollevarsi dalla normale indigenza del contesto per
intraprendere gli studi. Prima da privatista, aiutato da un
parroco e da un cugino maestro, benemeriti, e poi in un modesto
collegio senese.
Raggiunta nel 1955 l'ambita meta del diploma, Raffaello fu
impiegato, funzionario e infine dirigente presso il Comune di
Grosseto, ma non recise mai il legame affettivo ed emotivo con il
paese di origine.
Convinto sostenitore di quel "provincialismo" già
illuminato dallo sviluppo dei mezzi di comunicazione, ne rimase
affascinato anche quando l'accezione appariva denigrante ed il
miraggio della città poteva fuorviare le scelte della vita. Da
qui la sua predilezione per i personaggi semplici, dispersi nella
normalità quotidiana, e la scelta di un linguaggio in gran parte
dialettale.
Nel 2007 ha realizzato la sua prima ed unica pubblicazione. Egli
è infatti deceduto il 4 Novembre 2007, poco dopo aver terminato
la stesura della raccolta di novelle "L'occhio rotondo di
San Bastiano" - vedi l'opera per la copertina qui in
basso -.

Nei
suoi racconti, contadini, boscaioli, muratori, bracconieri,
emigranti e minatori alternano e intrecciano le loro vicende umane
nel contesto duro e spietato, ma nel contempo vero e spontaneo,
quasi infantile, di una Rocca ancora mezza dentro e mezza fuori
alla porta che si apre sul borgo medioevale. Il tutto sotto
l'occhio vigile, ma ormai disincantato, del rosone posto sul
prospetto della chiesetta di San Bastiano, che nel corso dei
secoli ne ha viste tante e quindi non si meraviglia neppure di un
vivere in cui le parole sono "tasti" e le emozioni sono
"immagini" .
Glossario
Il
linguaggio è una delle caratteristiche peculiari dei racconti di
Lello Ferrari, non tanto per il vernacolo di per se, ma per il suo
uso consapevole: nei dialoghi, freschi ed efficaci, i rocchigiani
parlano rocchigiano e riportano nomi di cose o azioni che solo con
quei modi di dire assumono la loro vera identità….(tanto che
l'autore ha ritenuto di aggiungere uno specifico dizionario in
appendice); altrove la scrittura è colta, leggermente aulica,
come a ricordo di studi arcaici, colma di attenzione ai dettagli,
ai particolari delle situazioni e dei luoghi.
Abbriccare
Prendere
e tener fermo, come reggere un bricco con i due manici.
Accogiare
Rendersi
disponibili, come fanno le galline che, quando si fidano del
padrone, si abbassano verso terra allargando le ali senza cercare
di fuggire. Oppure quando si apprestano ad accettare il rapporto
sessuale con il gallo.
Agginare
Aggiudicarsi
la parte di un pascolo o comunque di un territorio.
Appetto
Nei
confronti di, rispetto a
Appollaiarsi
Salire
sui bastoni del pollaio per trascorrere la notte, come fanno le
galline
Arrocchiare
Traversare
un bosco con irruenza, troncando sterpi e rami come farebbe un
rocchio di pietra
Balzello
Caccia
alla selvaggina aspettandola dove passa di solito.
Badruzzolare
Ruzzolare,
rotolare.
Barletta
Recipiente
in legno fatto come un piccolo barile -massimo da 40 litri- un
poco più allungato, atto ad essere caricato sul basto dei somari
da un lato, contrapposto ad un altro nella parte opposta, per
equilibrarlo.
Bastardo
Nella
fattispecie significa ragazzaccio.
Battere
Trebbiare
granaglie e cereali con i bastoni o con i correggiati.
Battezzare
Furto
di una piccola parte di qualcosa, difficilmente apprezzabile a
vista.
Bazzico
Traccia,
segnale di passaggio.
Becerata
Comportamento
di persona triviale, abituata a gridare.
Bischerata
Strullata,
sciocchezza.
Bollì
e malcoce
Attendere
poco, nemmeno il tempo di cottura.
Botrello
Piccolo
botro, fossetto.
Bracca
Parte
di una cacciata collettiva agli ungulati costituita dalle persone
disposte in certi lati del bosco con il compito di fare chiasso e
sparare in aria in modo da spingere la bestia ad andare verso il
lato delle poste, dove si trovano i tiratori nascosti ad
aspettarla.
Canto
del foco
Angolo
del camino, sotto alla cappa, con sgabello o panca o ceppo di
sughero su cui sedersi.
Cante
Canzoni
antiche.
Capisteo
Grosso
vassoio di legno da appoggiare alla vita e tenere tra due braccia,
utilizzato per capare, cioè separare legumi o granaglie dai gusci
o da altre impurità.
Carabattoli
Oggetti
personali.
Carrare
Trasportare
con i carri
Castello
d’istrice
Rifugio
o tana dell’istrice, scavata nella terra, molto particolare per
il fatto che è sempre dotata di numerose bocche d’ingresso e di
uscita.
Cecca
Gazza,
Gazzaladra. Uccello famoso per la sua curiosità e destrezza nel
rubare piccoli oggetti brillanti.
Cianche
Gambe,
cosce.
Cinquino
Bicchiere
di vino di capacità fissa. Il significato etimologico è di
dubbia provenienza: o perché era un quinto di un litro o perché,
quando il detto fu coniato, costava cinque centesimi di lira.
Cine
Cinema.
Cittina
Bambina.
Vocabolo esteso anche a ragazza.
Coce
Voce
del verbo cocere. Vale: bruciare la legna per fare carbone.
Coccini
Giocattoli
di terracotta. In genere piccole stoviglie o pentole o tegamini.
Coppiola
Due
spari in rapida successione.
Comesse
Per
esempio.
Compicciare
Fare
qualche cosetta.
Correggiati
Attrezzi
grossolani usati per “battere” i cereali, cioè per trebbiare.
Cuderone
Grossa
formica nera che non punge.
Dilollare
Separare
il grano dalla lolla.
Druscione
Vale
per fidanzato, partner in confidenze amorose.
Fatte
Escrementi
di selvaggina.
Frasca
Andare
alla frasca per dire a far flanella.
Fraschetta
Ragazza
facile, disponibile.
Gallozzole
Bolle,
vesciche.
Gattarelle
Cosucce
di poco impegno.
Giubocchesse
Juke
Box.
Grugno
Naso
e labbro superiore dei suinidi.
Imbaccinare
Deformazione
lessicale da “invaccinare”:
cospargere il terreno o una parete con sterco di vaccina diluito
in acqua.
Imbanchettarsi
Disporsi
con alle spalle una parete o comunque un ostacolo per difendersi
dagli aggressori solo dal davanti.
Imbiffare
Letteralmente
mettere in biffa, prendere di mira. Vale per guardare con
attenzione, scoprire.
Impastoiato
Costretto
dalle pastoie o legacci.
Insoglio
Pozza
di acqua e fango dove i cinghiali vanno a rotolarsi per
rinfrescarsi e proteggersi dai parassiti.
Leggère
Personaggi
di poco valore, gentaglia.
Lieggiù
Laggiù.
Listra
Segno
lasciato sul tronco di un albero da un cinghiale che vi si
strofina per grattarsi e liberarsi dai parassiti.
Maltaione
Terreno
molto argilloso, poco adatto alle coltivazioni.
Manzetto
Giovane
maschio di un bovino non ancora idoneo alla riproduzione.
Martellare
Vale
per insistere nel ripetere.
Martinicca
Freno
per carri e barrocci.
Mascella
Pezzetto
di tavola nel gergo dei muratori.
Massi
Formazioni
geologiche tipiche della Rocca.
Melatelli
Cenci,
struffoli, o comunque dolcetti conditi con il miele.
Micco
Da
miccio, somaro. Vale per sciocco, tonto.
Miga
Negazione.
Vale per “non”.
Moccolare
Bestemmiare.
Montini
Piccoli
monti di 10-15 covoni di grano, orzo o biada.
Mucchia
Ammasso
di tutto il raccolto di quel cereale nell’annata.
Nocché
Invece
di.
Nocchini
Colpi
in testa con le nocche della mano.
Ordinotte
Ora
della notte. L’Ave Maria suonata da una campana al tramonto.
Paiola
Recipiente
a forma di secchio svasato in alto, in lamiera di ferro (adesso in
plastica), atto a trasportare e svuotare la malta di calce. Pieno
pesava circa 20kg.
Paino
Uomo
elegante, figurino, bellimbusto.
Palla
asciutta
Munizione
per fucile da caccia costituita da un’unica palla di piombo.
Porcastrelli
Cinghialetti
di pochi mesi caratteristici per il pelame a strisce chiare e
scure.
Poste
Appostamenti
seminascosti dei cacciatori destinati a tirare alla preda, situati
su un lato del territorio circoscritto per la cacciata, quasi
sempre in posizione sottovento.
Poventa
Angolo
esposto al sole e protetto dai venti.
Pretina
Scaldino
in lamiera di ferro con il coperchio forato e dotato di due
assicelle di legno per potervi posare i piedi. Veniva riempito di
brace accesa e riusciva a mantenere il caldo per diverse ore.
Pula
Lolla
mista ad altri materiali leggeri che vengono separati dal chicco
con vari sistemi di ventilazione.
Pullero
Somaro
di giovane età.
Rabboccata
Ritorno
di fumo dalla canna fumaria. Di solito per raffiche di vento sul
fumaiolo.
Restone
Resede,
scampolo di terreno.
Reincoccare
Ricaricare
una trappola.
Ribulicare
Rimuoversi
lentamente, come chiocciole.
Ricutinato
Vestito
a festa, ravversato.
Rimettesi
Dal
verbo rimettersi, cioè rientrare a casa.
Rocchio
Prendere
a rocchio. Vale per ruzzolare verso il basso troncando tutto come
farebbe un grosso macigno.
Ruzzare
Giocare.
Sammichelini
Abitanti
di Sassofortino chiamato anche Sammichele dal nome del
patrono.
Saragio
Ciliegio
Scalandrino
Scavalco
di una recinzione o siepe con una scaletta improvvisata sul posto.
Scapeata
Cenno
di saluto fatto con il capo.
Sciacquette
Ragazze
di facili costumi.
Scioccolare
Scuotere
per far cadere qualcosa.
Sfraschicciare
Fare
rumore calpestando frasche secche.
Smacchiare
Portare
fuori dal bosco la legna già tagliata in precedenza.
Stare
alle mosse
Essere
pronti a partire, come i cavalli alle corse.
Stollo
Lungo
palo di legno confitto in terra e posto al centro dei pagliai per
tenerli meglio in piedi.
Stufa
dei poveri
Angolo
soleggiato.
Succhio
(vanno in)
Il
risalire della linfa nelle piante, a primavera. Per analogia
esteso anche agli umori delle ragazze.
Sucine
Susine.
Terzarola
Munizione
per fucile da caccia contenente 9 palle di piombo disposte su tre
strati successivi.
Tesa
Fila
di trappole per uccellame disposte in sequenza, di solito su uno
specifico sentiero tracciato appositamente nel bosco. Oppure fila
di cacciatori disposti alle poste per il tiro alla
selvaggina.
Tizzone
Appellativo
in gergo del fucile da caccia. Probabilmente perché questo porta
il fuoco sulla punta delle canne
Trabarcare
Tirare
avanti, arrangiarsi. Letteralmente passare da una barca
all’altra, in seconda o terza andana, per raggiungere il molo.
Troiai
Cose
sporche, come il ricovero dei maiali.
Vacchetta
Sottile
pelle di vaccina, conciata.
Vado
Interruzione
di una siepe per il passaggio di persone o animali.
Vernino
Detto
del bosco mediterraneo, quello a foglia non caduca.
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