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Lorella
Mandis
Monika
Riemenschneider
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L' Amore che libera
Il giorno dei funerali di Giovanni Paolo II°, il vento sfogliava, scomponendole, le pagine dell' Evangeliario, quasi a vagliare una vita negli angoli più riposti, quasi a dimostrare che aveva interamente aderito alla parola di Dio: poi, improvvisamente, con una folata più decisa, il vento chiuse il libro con un colpo netto: ancora una volta, " tutto è compiuto ". Ancora una volta il peccato del mondo si trasforma in sofferenza in un cuore puro e la sofferenza si trasforma in amore. Ma la sorgente di questa capacità di essere tutt'uno con la Parola e l'annientamento di Cristo, di diventare pane spezzato di verità e di carità, è nell'affidamento alla Vergine Maria. Rivolgendosi a Lei, che aveva sicuramente deviato la pallottola mortale il giorno dell' attentato, il Papa ripeteva con devozione filiale, nonostante il susseguirsi delle tribolazioni: " Io sono sempre totus tuus ". E Maria fece sua la povertà di quei giorni scavati dalla sofferenza e dalla malattia, la rese simile alla sua povertà, in grado di essere attraversata dallo sguardo di Dio: " Ha guardato l'umiltà della sua serva ", si legge nel Magnificat. E' Lei a stabilire quella misteriosa consanguineità tra i suoi figli che permette di avvertire nell'altro la presenza dello Spirito Santo, di riconoscersi come amici che si ritrovano dopo una lunga assenza: questo fu il senso, forse, dell'illuminazione interiore che consentì a San Pio da Pietrelcina di vedere in Karol Wojtyla il futuro pontefice e di accogliere con semplicità, ma senza sorpresa, la sua richiesta di preghiera per una mamma polacca gravemente ammalata. Apparentemente distanti sotto il profilo psicologico e culturale e, naturalmente, per la diversità di ruolo e di missione, le due grandi anime avevano in comune questo centro mistico: San Pio si rivolgeva alla Madonna con il tenero appellativo di "mammina", raccomandava la recita del Rosario e, come Lei, aveva il cuore trafitto " da una morte che non fa morire, se non per vivere morendo e morendo vivere ". Scrive San Giovanni della Croce che " l'amore ha la proprietà di rendere simili l'amante e l'amato": se lo sguardo d'amore è rivolto alla Vergine Santissima, Lei conduce i suoi figli nelle profondità del mistero dell'incarnazione. Come una madre ci guarda oltre le deformità generate in noi dal peccato; Lei vede il nostro vero volto nell'amore di suo figlio Gesù e amandoci ci conduce a Lui. Questa consapevolezza, forse, animava l'indimenticabile esortazione ai giovani di Giovanni Paolo II° :" Non abbiate paura ! Aprite le porte a Cristo ! ". Con queste parole si conquistò la loro fiducia: la ferita di molti giovani è la paura che si nasconde sotto la maschera dell'indifferenza e della violenza; e poi c'è la volontà di onnipotenza con cui si vorrebbe concentrare l'intera vita in un attimo esaltante e forte. Con l'autorità e l'amore della figura paterna oggi così carente, il Papa colmava un vuoto, dava un orientamento alla confusione dei cuori, indicava la strada per conseguire la piena realizzazione della persona: Cristo Gesù è la Via, anche se incontra la Croce, perché dalla croce fiorisce una nuova linfa per l'umanità intera.
Luciana Oliveri
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Remo
Faggi
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Un Papa con gli occhi di mio nonno.
Quando lo vidi per la prima volta,
esclamai "E' il nonno"!!!!
Avevo dieci anni:
mio nonno era appena volato in cielo.
Fu un attimo, un fremito…
Il cuore cominciò a pulsare incessantemente…
L'immagine di mio nonno,
si specchiava nei miei occhi
e quel piccolo televisore,
sembrava trasmettesse le immagini dal Paradiso…
Era lui:
stesso viso, sguardo dolce, bontà d'animo.
Non capivo, ero confuso:
sguardi di perplessa gioia
tra finestre di dolore ancora aperte,
nel ricordo di chi avevo appena visto salutare la vita.
Invece lui era lì,
pronto ad abbracciarmi,
a restituirmi quella figura di nonno
che il fato mi aveva appena rubato.
Un segno del destino,
quello sguardo dolce di un uomo
che avrebbe accompagnato il mio cammino
stringendomi tra la sua sofferenza,
avvolgendomi col suo amore,
insegnandomi che anche il Papa è un uomo:
un uomo come noi;
quell'uomo che se avessi incontrato,
non avrei esitato a chiamare :"Nonno!!""…
Enrico Danna
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Vanessa
Leoni
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Dedicata
al Santo Padre Giovanni Paolo II
Ti
cerco, oh! Santo padre
in
un raggio di sole
che
taglia la mia finestra
all'alba
del nuovo giorno.
Ti
cerco, oh! salvezza dell'anima
nel
sussurro dell'onda
che
morde la sabbia.
Ti
cerco, appoggio per ogni dubbio
nella
dolce melodia
del
vento tra gli alberi.
Ti
trovo, oh! Santo
nel
vento fresco
che
dalla collina
mette
in fuga
tutti
i dolori dell'anima.
Simonetta
Autuori |
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Vincenzo
Conciatori
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RENDERTI SANTO
Dalla fonte del tuo battesimo:
Papa Giovanni Paolo Secondo,
tutti abbiamo bevuto amore,
tutti abbiamo raccolto ricchezze
per la coscienza.
Abbiamo capito il vero perdono,
risorsa nascosta nell’uomo,
e inteso la gloria dell’anima
che vivrà sulle sponde
eterne del Divino.
E noi, per te
cosa possiamo fare,
prima di raggiungerti,
se non pregare per renderti
Santo Karol Józef Wojtyla.
Demo Martelli |
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Mariom
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A ricordo di un Grand'Uomo…
Papa Giovanni Paolo
II Wojtyla
Del Santo Padre ricordo la persona, il donare al prossimo come una
missione.
Si avvicinano le grandi preghiere e in esse vedo la volontà del Santo Padre a mantenerle e giustificandone il loro significato così come ci ha insegnato N.S. Signore ed a ognuna diffonderla da Egli verso i propri discepoli,i nuovi credenti e così vedere un popolo tanto amato e ricambiato da ognuno ed a ogni
dove.
La sua missione su questa terra è così compiuta lasciando l'amarezza in tutti, ma una grande gioia di sapere cosa ci ha insegnato e dove ora è Egli. Do io valore ad un Grand'Uomo quale Egli è
stato?
Ad un Santo Padre,che un vuoto ha lasciato?
Difficile certo da colmare e mentre ricordo il Gesù Morto per noi sulla croce, vivendo in povertà, mi
domando, chi ha imparato oggi a diffondere quella dottrina?
Ricordo un Santo Padre, un Grand'Uomo.
Oggi non ricordo altro!
Giovanni
Michelotti
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Angelo
Ribezzi
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Karol
Nel momento dell’ addio
un gran vuoto avevo dentro.
Triste ogni mia parola,
tutto era patimento.
Giusto era che Tu andassi
a riscuotere mercede,
per il tanto faticare
sol nel nome della fede.
Dolce Padre ritrovato,
in un gesto , in un sorriso,
che, da Pietro a Benedetto,
son l’ immagine del Viso.
Paolo
Rendini
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